Call center: dal governo via libera alle “chiamate selvagge”

Nella manovra del governo Gentiloni spunta una norma beffa per i consumatori italiani. Gli operatori di call center avranno mano libera per darci il tormento con le loro telefonate a ogni ora del giorno e della notte. Una norma inserita nella manovra annacqua infatti l’efficacia delle tutele chieste dal garante della Privacy e inserite nella legge sulla Concorrenza.

Call center e legge sulla concorrenza

Come scrive il quotidiano Il Mattino, però, per capire bisogna tornare alle polemiche della scorsa primavera tra Matteo Renzi e il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, su una norma inserita nel disegno di legge sulla concorrenza che, secondo il garante della Privacy Antonello Soro, permetteva alle società di disturbare anche chi si era iscritto al registro delle opposizioni, il data base nel quale chi inserisce il proprio recapito non può essere chiamato dai call center. Dopo qualche rimpallo di responsabilità, fu deciso di rinviare la soluzione del problema a un altro disegno di legge, quello sulla riforma del registro delle opposizioni.

Call center: ecco le tutele per i consumatori che rischiano di saltare

I punti cardine erano, e sono, questi: al registro delle opposizioni possono iscriversi non solo i numeri telefonici «fissi», ma anche i cellulari, fino ad oggi esclusi. Del resto è sulle utenze mobili che arriva la maggior parte delle chiamate. Tutti gli operatori avrebbero dovuto utilizzare un prefisso unico, come avviene per esempio con la numerazione 800 dei numeri verdi commerciali. In questo modo chi riceve la chiamata, vedendo il prefisso, può decidere di non rispondere. Ma il punto principale era un altro. Il testo uscito dal Senato prevedeva una sorta di «reset», di azzeramento per tutti i consensi firmati nel tempo con gli operatori telefonici, elettrici, bancari, televisivi. L’idea, insomma, era che tutti ripartissero da zero.

Il call center potrà chiamarci a spese nostre

Il testo approvato dal Senato ma modificato in Commissione alla Camera fa fare due passi indietro: sul winback e sui prefissi, Il primo è la possibilità per le società di chiamare un utente che ha cambiato compagnia per convincerlo a tornare indietro anche se in teoria, rescisso il contratto, non dovrebbero più poter utilizzare il suo numero. La nuova norma, poi, prevede che i prefissi riconducibili a call center diventino due: uno per le chiamate commerciali e uno per le indagini di mercato. Il legislatore però ha pensato a una terza via: un numero identificabile e richiamabile. Volete sapere quale sarebbe la conseguenza di questa sventurata soluzione? Che ci troveremmo una sfilza di numeri sconosciuti – ma non anonimi – che magari finiremmo per richiamare. Così il call center non solo ci avrà contattato, ma lo avrà fatto a spese nostre.