Calcio, Malagò frena sul commissario della Fgci: «Potrebbe non esserci»

La “volontà politica” c’è, ma potrebbe scontrarsi con problemi di natura legale. È quanto sembra emergere dalle parole di Giovanni Malagò sull’ipotesi di commissariamento della Fgci, sulla quale ora il presidente del Coni si mostra più cauto rispetto all’immediato dopo dimissioni di Carlo Tavecchio.

Sul commissariamento uffici legali al lavoro

«Che ruolo avrà il commissario? È tutto quello che stanno valutando gli uffici legali. Potrebbe anche non esserci un commissario, magari aspettare cosa succede dopo le assemblee delle Leghe», ha detto Malagò, a margine degli Stati Generali dello sport in corso al Foro Italico, chiarendo che comunque «non sarò io il commissario». «È successo a più riprese – ha ricordato il capo dello sport italiano – che la Fgci sia stata commissariata con rappresentanti del Coni, ma in questo caso non è mio interesse o volontà propormi per questo ruolo».

Il rischio «autogol» per la Fgci

Più in generale, rispetto all’ipotesi di un commissariamento, Malagò ha ricordato che «giovedì dovrebbe esserci l’assemblea di B, poi vediamo quello che succede con la Lega di A», spiegando che i due appuntamenti hanno un ruolo in ciò che accadrà, così come la giunta urgente del Coni convocata per mercoledì pomeriggio. «Se è possibile posticipare il commissariamento dopo le elezioni? Posso essere più preciso domani pomeriggio, ora non so rispondere», ha aggiunto il presidente del Coni, che non ha nascosto la “volontà politica” di commissariare la Federcalcio, ma ha anche precisato che «c’è un tema sostanziale, che è sotto gli occhi di tutti, e uno formale, di cui non si può non tenere conto e non si può non rispettare perché altrimenti da una cosa buona si fa autogol».

Malagò rimanda alla giunta del Coni

Per Malagò, quindi, «se ci sono gli estremi il commissariamento è un fatto dovuto, se non ci sono gli estremi non è un fatto gravissimo perché non ci sarà». «C’è una giunta convocata per domani pomeriggio e lì ci saranno le risultanze finali di queste valutazioni, ma – ha concluso il  presidente – non c’è nessun tipo di contrapposizione né la volontà di prevaricare i ruoli nel modo più assoluto. Siamo un’istituzione seria e credibile ed è giusto portare rispetto alla Figc. Poi ci sono diritti e doveri e andiamo a verificarli».