Come Bush e Obama prima di lui, anche Trump ha “graziato” il tacchino

Donald Trump, come ormai è tradizione da decenni alla Casa Bianca, ha graziato ieri un tacchino, Drumstick, alla vigilia della festa del Ringraziamento quando, giovedì prossimo, milioni di tacchini finiranno sulle tavole delle famiglie americane. “In questi 10 mesi alla Casa Bianca, Melania e io abbiamo avuto il piacere di accogliere molti ospiti special, decine di incredibili leader mondiali, membri del Congresso – ha detto Trump nel suo discorso – ma non abbiamo mai ricevuto un ospite come il nostro magnifico ospito d’onore, Drumstick”. Nel breve discorso, Trump, ha voluto anche ricordare che “come molti di voi sapete, sono molto attivo nell’abrogare diverse azioni del mio predecessore”. “Ma mi hanno informato i miei consiglieri legali che la grazia concessa a Tater e Tot non può essere revocata – ha proseguito riferendosi ai tacchini graziati lo scorso anno da Barack Obama – quindi Tater e Tot, state tranquilli”. Sono ormai 70 anni che l’associazione degli allevatori dei tacchini invia in dono un tacchino al presidente degli Stati Uniti alla vigilia del Ringraziamento. Ma dal 1989 George Bush senior ha iniziato la tradizione di concedere la grazia a due tacchini che invece di finire sulle tavole del Thanksgiving vengono spediti in un “pet zoo”. Quest’anno un allevamento del Minnesota ha inviato due tacchini alla Casa Bianca e anche se Drumstick è stato scelto, con un voto online, per la cerimonia, entrambi i volatili verranno inviati al “Gobblers Rest” in Virginia.