Brexit: Ue in difficoltà, non riesce a ottenere nulla da Londra…

L’Unione europea è in seria difficoltà dopo l’anticipo della premier inglese May. “Servono progressi sinceri e reali” sulle tre priorità dell’accordo di ritiro del Regno Unito dall’Ue (diritti dei cittadini, questione irlandese e accordo finanziario), per poter passare alla seconda fase dei negoziati. “Servono progressi sufficienti sulle tre materie e non ci siamo ancora”. Lo dice imbarazzato il capo negoziatore dell’Ue per la Brexit Michel Barnier, in conferenza stampa a Bruxelles. “Se non riusciremo” a raggiungerli entro il Consiglio Europeo di metà dicembre, “allora continueremo e ritarderemo la soluzione sul futuro, che riguarda l’accordo di transizione e la relazione futura” tra il Regno Unito e l’Unione, conclude Barnier. Le tre priorità, sottolinea Barnier, sono materie “indissociabili”. I negoziati “sono estremamente complessi” e “non chiediamo concessioni al Regno Unito, né siamo dell’idea di fare concessioni. Lavoriamo sui fatti, su delle basi giuridiche, sulla base di impegni reciproci e precisi. E dobbiamo ripristinare un po’ di sicurezza giuridica laddove la Brexit crea delle incertezze e molte inquietudini”. Sui diritti dei cittadini “stiamo facendo qualche progresso – continua Barnier – anche se dobbiamo lavorare ancora su una serie di punti. Il Regno Unito vuole creare procedure amministrative attraverso le quali i cittadini Ue” residenti Oltremanica “possono ottenere lo status di residente permanente. L’Ue aveva bisogno di rassicurazioni sul funzionamento del sistema: deve essere semplice da usare e a basso costo. Avevamo anche bisogno di rassicurazioni sul diritto di appello, nel caso di rifiuto dello status”. “Il Regno Unito – aggiunge Barnier – ha ora fornito chiarimenti utili, che sono una buona base per lavorare. Abbiamo anche avuto discussioni incoraggianti sull’effetto diretto dell’accordo di ritiro, che è un punto chiave per garantire i diritti dei cittadini”. Tuttavia, “ci sono punti che necessitano di ulteriore lavoro: i ricongiungimenti familiari, il diritto di esportare i diritti di previdenza sociale e il ruolo della Corte Europea di Giustizia nella garanzia dell’applicazione del diritto sia nell’Ue che nel Regno Unito. Sono tre punti importanti per le persone, come sottolineato dal Parlamento Europeo”. Sull’Irlanda, prosegue il negoziatore Ue, “bisogna trovare le soluzioni tecniche e regolatorie necessarie ad evitare un confine fisico, preservando il Mercato Unico. L’unicità della situazione sull’isola d’Irlanda richiede soluzioni specifiche”. Sull’accordo finanziario, aggiunge Barnier, “dobbiamo lavorare sulla traduzione precisa degli impegni presi a Firenze dal primo ministro Theresa May. E’ una condizione imperativa per raggiungere i sufficienti progressi in dicembre. Si tratta solamente, come in tutte le separazioni, di saldare i conti”. Il Regno Unito, conclude, “lascerà l’Ue il 29 marzo 2019, a mezzanotte, ora di Bruxelles. Per raggiungere l’obiettivo comune di organizzare un ritiro ordinato attraverso un accordo, noi lavoreremo nelle prossime settimane intensamente prima del prossimo Consiglio Europeo”.