Boris Johnson telefona al suo omologo iraniano per la britannica arrestata

La situazione di Nazanin Zaghari-Ratcliffe, cittadina irano-britannica arrestata nella Repubblica islamica lo scorso anno, è stata il tema centrale di un colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson, e il suo omologo iraniano, Mohammad Javad Zarif. Nel corso della telefonata, riporta una nota del Foreign Office, Johnson ha “di nuovo” sollevato con il collega iraniano “i suoi timori sul caso” e ha tenuto a precisare il senso delle sue recenti dichiarazioni “per assicurarsi che le sue parole non siano state fraintese”. Il riferimento è alla gaffe della scorsa settimana di Johnson in Parlamento che avrebbe aggravato la posizione di Zaghari-Ratcliffe. Intervenendo sul caso davanti alla commissione Esteri, il ministro ha affermato che la donna si era limitata a dare “lezioni di giornalismo in Iran”. Sabato la Zaghari-Ratcliffe è stata convocata in tribunale, dove le dichiarazioni di Johnson sono state citate come nuove prove della sua attività illecita con il rischio di una condanna più pesante. La famiglia di Zaghari-Ratcliffe insiste sul fatto che il suo viaggio in Iran fosse legato solo a una visita ai genitori per far conoscere la figlia. La donna era stata arrestata il 3 aprile 2016 all’aeroporto di Teheran mentre stava rientrando in Gran Bretagna insieme alla figlia di due anni, Gabriella, poi affidata ai nonni che vivono in Iran. A settembre la cittadina irano-britannica, impiegata in una fondazione legata a un’agenzia di stampa internazionale, è stata condannata a cinque anni di carcere con l’accusa di aver tentato di rovesciare il governo della Repubblica islamica.