Badante crudele infierisce sul disabile che accudisce: le telecamere la inchiodano

Una violenza sprigionata senza motivo e a danno di una persona indifesa: sono giorni che la cronaca ci rimanda immagini e notizie che lasciano sgomenti. Anziani, disabili, esseri fragili e impossibilitati a proteggersi dalla furia di chi dovrebbe accudirli, in casa come in una struttura specializzata. L’ultima storia di una badante aggressiva e crudele, allora, arriva da Frosinone.

Badante violenta maltratta e aggredisce disabile

E allora, quando ancora non si è spenta l’eco polemica intorno ai drammatici fatti registrati alla casa di cura di Trapani, una notizia analoga arriva da Frosinone, dove questa mattina i carabinieri della Stazione di Isola del Liri hanno arrestato in flagranza di reato per «maltrattamenti continuati in danno di persona affidata per ragioni di vigilanza e cura» P.R., una 65enne del posto, con precedenti per atti persecutori nei confronti dell’ex coniuge. La donna, durante l’attività di badante che svolgeva presso l’abitazione di un disabile del luogo, lo ha aggredito più volte, maltrattandolo prima verbalmente, poi infierendo su di lui fisicamente, arrivando anche a colpirlo all’orecchio sinistro con il manico della scopa mentre lui era ancora nel letto, procurandogli visibili lesioni. Poi, non contenta, la badante violenta ha costretto il disabile, terrorizzato e soggiogato, a una doccia fredda.

I sospetti di un parente della vittima e le telecamere

I sospetti sulla donna aleggiavano da tempo in casa, tanto da indurre uno dei parenti della vittima dei maltrattamenti a piazzare delle telecamere nascoste: e così, aggressioni e sevizie sono state riprese e registrate da quell’occhio indiscreto opportunamente installato nell’abitazione dal congiunto insospettito, che da alcune settimane aveva notato sul corpo del disabile segni di percosse. Dopo l’ultima aggressione, il personale del 118, giunto sul posto, ha trasportato la vittima presso il pronto soccorso dell’Ospedale Civile di Sora. La badante arrestata invece, espletate le formalità di rito, è stata condotta presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari.