“Babylon Berlin”: la fiction accusata di nazismo fa boom di ascolti in Germania (video)

Ci si interroga, in Germania, sullo straordinario successo della fiction tv Babylon Berlin, che racconta gli anni ruggenti e complicati della Berlino a cavallo tra il 1929 e il 1934, incrociando quindi i prodromi e l’affermazione del nazismo. La storia è un noir e segue le indagini dell’ispettore Gedeon Rath su un caso che tiene insieme pornografia e criminalità organizzata. Tutta la critica è, però, concorde nel considerare come grande protagonista la Berlino dell’epoca, percorsa da sfarzi, cosmopolitismo, fermenti culturali e crisi economica.

Il paragone con «le nostre società di oggi»

Babylon Berlin, che andata in onda su Sky, in Germania ha fatto un boom di ascolti: quasi un milione e mezzo di telespettatori, la miglior performance mai registrata per l’esordio di una serie. Un successo che i produttori e distributori (per gli Stati Uniti i diritti sono stati acquisiti da Netflix) si aspettano possa essere replicato a livello mondiale: la fiction sarà messa in onda in una trentina di Paesi, compresa l’Italia dove verrà trasmessa su Sky Atlantic a partire dal 28 novembre. Il regista Tom Tykwer, uno dei tre che ha partecipato alla realizzazione della prima stagione (gli altri due sono Achim von Borries e Hendrick Handloegten) ha tentato di dare una spiegazione politico-sociologica a tanta attenzione, dicendo che gli «evidenti parallelismi fra la Berlino di allora e le nostre società di oggi mi hanno fatto venire la pelle d’oca». «Adolf Hitler nel 1929 sembrava ancora una figura arginabile e trascurabile», ha proseguito il regista, aggiungendo che «non possiamo sapere cosa succederà in Nord Corea, Spagna e nemmeno in Germania». Anche secondo l’attrice coprotagonista, Liv Lisa Fries, «i nazisti all’inizio non vennero presi sul serio, erano visti come clown, sembravano atterrati da Marte, una riflessione tra oggi e quel periodo si impone».

Ma il nazismo non c’entra

Dunque, a contribuire al successo della fiction vi sarebbe il suo valore metaforico, che porta con sé l’allarme su quanto i tempi odierni, con «l’avanzata delle destre», siano preoccupanti, quasi si potesse prefigurare l’avvento di un nuovo nazismo o di qualcosa di paragonabile. Una lettura che piace anche a qualche critico. In realtà, sono proprio gli stessi addetti ai lavori a sottolineare quanto Babylon Berlin sia un prodotto dalla qualità e dai costi elevatissimi, che per la prima volta porta la Germania a sfidare le grandi produzioni internazionali: Sky, Beta Film e la rete pubblica tedesca Ard hanno speso solo per la prima serie 40 milioni di euro. Al di fuori degli Usa nessuno aveva mai investito tanto per una serie tv. Le stesse immagini circolate finora confermano la qualità cinematografica del prodotto, che oltre tutto si giova di una trama di sicuro appeal tra mistero, lusso, criminalità e appuntamenti con la storia. È assai facile dunque che non serva scomodare né la sociologia né la politica, con un improbabile ritorno a scenari nazisti, per spiegare perché un milione e mezzo di tedeschi, altrimenti abituati a prodotti del calibro del Commissario Rex, abbia deciso di guardare Babylon Berlin.