Appendino indagata. A fare il tifo per la sindaca solo il gruppo comunale

Due avvisi di garanzia in venti giorni sono una tegola enorme. Il giorno dopo la notifica dell’avviso di gaanzia per omicidio e disastri colposi, la sindaca di Torino, Chiara Appendino, è costretta a fare finta di nulla ed esorcizza confermando la routine di tutti i giorni. Così alle dieci del mattino (mentre sono in corso le notifiche ai venti indagati)  la sindaca interviene all’assemblea mondiale delle Camere di commercio italiane all’estero. L’unico commento sui fatti di piazza San Carlo per i quali è indagata insieme al questore Angelo Sanna è declinato al futuro.«Offrirò come sempre la massima collaborazione agli inquirenti; è interesse di tutta la cittadinanza che vengano ricostruiti i fatti e definite le responsabilità di ognuno». È l’unico commento pubblico in una giornata che la sindaca si sforza di vivere “normalmente” (non incontra neppure il suo avvocato per preparare l’interrogatorio).

Da Roma nessun sostegno alla Appendino

Non cerca nessuno, non cerca spalle su cui piangere e da Roma nessuno si precipita a darle solidarietà. «Sono passati circa 500 giorni da quando il Movimento 5 Stelle si è insediato alla guida di Torino. Cinquecento giorni sotto l’amministrazione di una donna forte, preparata e determinata come Chiara Appendino», è l’inizio di un lungo post su Facebook del gruppo grillino di Palazzo Civibo – cinquecento giorni che confermano la fiducia del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle verso la sindaca e la Giunta, ai quali non faremo mancare il nostro sostegno e il nostro entusiasmo nel voler rendere migliore la nostra città». Il gruppo consigliare di Torino è l’unico a sostenere pubblicamente l’Appendino con un ritratto delle manifiche sorte e progressive. «Cinquecento  giorni – si legge ancora nel post – in cui è stata messa finalmente in luce la disperata situazione finanziaria della città, nascosta per anni dalla narrazione unica di un costante sviluppo fatto di feste e grandi eventi, 500 giorni in cui si è messo a punto un piano di rientro credibile, che possa mettere in sicurezza i conti della città salvaguardando le fasce deboli, 500 giorni in cui è stato salvato e rilanciato il Salone del Libro, con una delle edizione più partecipate e di successo degli ultimi anni». Cinquecento giorni – proseguono i consiglieri pentastellati – in cui si è dato il via a processi fondamentali per la città come la riorganizzazione della macchina comunale, la revisione del Piano Regolatore, la messa a punto di progetti di rigenerazione urbana a partire dalla manutenzione diffusa di strade e marciapiedi-