Allarme influenza aviaria, un focolaio a Tivoli: 10 Km di “zona rossa” sotto osservazione (VIDEO)

15 Nov 2017 15:10 - di Redazione

Allarme influenza aviaria in provincia di Roma: individuato un focolaio a Tivoli. La Regione Lazio ha disposto misure straordinarie nel raggio d’azione del virus: la zona rossa sotto osservazione si estende per un raggio di 10 km.

Allerta influenza aviaria in provincia di Roma

La Regione Lazio ha disposto misure straordinarie e delimitato un raggio d’azione dove il virus è più potente e facilmente trasmissibile: dal 3 novembre, ossia da quando un focolaio di influenza aviaria del sottotipo H5N8 è stato scoperto in un allevamento nei pressi di Tivoli, in provincia di Roma, ed è scattata l’allerta mirata a delimitare il focolaio anche bloccando l’ingresso nell’area interessata a persone e veicoli e monitorando le prime operazioni di bonifica. E per arginare i rischi da contagio e diffusione, ancora in queste ultime ore la Pisana ha rinnovato il richiamo a una ordinanza che prevede misure sanitarie straordinarie, fissando una zona di protezione (con un raggio di 3 km) e una zona di sorveglianza (raggio di 10 km). Il servizio veterinario, contestualmente, ha già dato nei giorni scorsi indicazioni straordinarie rivolte agli allevatori di pollame nel territorio della Asl Roma 5.

Influenza aviaria, contagio, diffusione, rischi

E allora, come si continua a leggere su vari in siti anche in queste ore, «l’influenza aviaria è un’infezione virale altamente contagiosa causata dai virus della famiglia Orthomyxoviridae, del genere Influenza-virus A. I volatici acquatici costituiscono un importante serbatoio di questo virus, mentre polli e tacchini rappresentano le principali specie di interesse economico ad essere colpiti dalla malattia. In funzione della loro capacità di provocare eventi patologici nel pollame suscettibile all’infezione sono suddivisi in due gruppi: virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) e a bassa patogenicità (LPAI)». E allora, come fanno sapere dalla Asl, «benché sia una malattia altamente contagiosa nei volatili, e pur appartenendo i virus influenzali umani e aviari alla stessa famiglia e tipo, questi ultimi non sono in grado di trasmettersi con efficienza all’uomo se non sporadicamente e in condizioni che prevedano un contatto diretto con animali e materiali contaminati o aerosol infetti».

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