Accoglienza ai clandestini, ora Luca Odevaine rischia un nuovo processo

Rischio di nuovo processo per Luca Odevaine già condannato per complessivi 8 anni per di vicende giudiziarie scaturite dall’inchiesta sulla cosiddetta Mafia capitale. La Procura della Repubblica ha infatti concluso un altro capitolo della vicenda che vede ora Odevaine già membro del tavolo nazionale di coordinamento sui migranti indagato per traffico di influenze. L’inchiesta giunta ora alla conclusione coinvolge anche l’imprenditore siciliano Silvio Pranio al quale si contesta d’aver cercato attraverso la mediazione di Odevaine di far ottenere dall’albergo Park Hotel Paradiso del quale è proprietario a Enna la qualifica di Centro di accoglienza per immigrati (Cara). L’inchiesta è stata svolta dal procuratore Giuseppe Pignatone, dagli aggiunti Paolo Ielo, Michele Prestipino e Giuseppe Cascini nonché dal sostituto procuratore Luca Tescaroli. Nel provvedimento si legge che in cambio della mediazione richiesta a Odevaine, Pranio avrebbe promesso a quest’ultimo l’anticipazione del denaro necessario per acquistare dei pullman da trasferire in Venezuela dove Odevaine aveva degli interessi. L’indagine è scaturita dalla informativa dei Ros inviata alla Procura della Repubblica il 19 ottobre scorso e riguardante una serie di intercettazioni telefoniche e dalla documentazione sequestrata a Pranio nel giugno del 2015. Nell’informativa si sottolineava che Odevaine cercò di “coinvolgere personalità politiche e funzionari dello Stato preposti all’emergenza immigrazione per ottenere l’aumento del numero di immigrati da destinare alla struttura alberghiera di Pranio e cercare di tramutarla in un definitivo centro di accoglienza per i cittadini stranieri richiedenti asilo”.