A Padova ancora proteste degli immigrati per il cibo. Il centrodestra: è una vergogna

“Cona no buono, cibo cattivo e freddo”, è una frase ricorrente tra gli immigrati dell’Hub di Padova dove proseguono le “sommosse” degli ospiti extracomunitari. «Da quali violente guerre scappano i profughi che in questi giorni stanno protestando a Cona? Oltre ad avere vitto e alloggio sovvenzionato dagli italiani, ora cosa pretendono? », si chiedono i consiglieri regionali di centrodestra. «La situazione, com’era prevedibile e come più volte denunciato insieme ai colleghi Fabiano Barbisan e Andrea Bassi, sta degenerando», dichiara in un comunicato Stefano Casali congliere regionale di Centrodestra Veneto-Autonomia e liberta.

Hub di Cona: immigrati senza vergogna

Alla luce dei fatti e della marcia iniziata la scorsa settimana dall’Hub veneto, la situazione è in ebollizione e si rischia il corto circuito sociale. «Tutto questo ha dell’inverosimile  e come se non bastasse il fenomeno si sta diffondendo a macchia d’olio in tutta la regione. Marciano perché i pasti non sono appetitosi, perché vogliono delle case e i documenti. Ma se veramente scappassero da una guerra, invece di lamentarsi e protestare ringrazierebbero ogni giorno tutti i veneti per l’accoglienza offerta e la tutela del diritto internazionale. Altro che proteste e disordini». Da Padova, dove hanno trascorso la notte, i 50 migranti, che avevano lascito lunedì la base di Cona, sono arrivati in bus a Malcontenta, dove hanno incontrato il prefetto di Venezia Carlo Boffi, che li ha invitati a rientrare nell’ex base militare di Cona. Ma i migranti chiedono soluzioni alternative perchè secondo loro a Cona «le condizioni di vita non sono accettabili». Da parte sua, il prefetto di Venezia ha annunciato lo spostamento di un altro centinaio di richiedenti asilo da Cona, dove da 1.500 migranti si è arrivati oggi a 800 presenti.