15 anni, terrorista: ragazzino di origini marocchine progettava attentato a Lodi

La conferma l’ha data la polizia: un 15enne di origine nord africana, nato in Italia, è stato arrestato perché progettava un attentato alla stazione ferroviaria di Lodi. Il ragazzo aspirante terrorista aveva contatti con l’Isis. La notizia dell’arresto era circolata nei giorni scorsi, ma si trattava di una indiscrezione. Ora è stata ufficializzata.

L’aspirante terrorista era in contatto con l’Isis

Il minore è stato sottoposto a fermo mercoledì 18 ottobre, più di un mese fa, per il reato di promozione di atti di violenza con finalità di terrorismo. Le indagini erano state avviate una decina di giorni prima dopo l’allerta di un’agenzia di intelligence esterna che aveva individuato, spiega la polizia, «un elemento non identificato, di base in Italia, in contatto via Telegram con un operativo dell’Isis, che aveva manifestato l’intenzione di compiere un attentato terroristico sul suolo nazionale». L’aspirante terrorista, allora ancora ignoto, «aveva cercato di reperire informazioni su come compiere un attacco contro i “crociati” nelle loro case ed era interessato alle modalità di confezionamento di un ordigno simile a quello utilizzato sulla metropolitana di Londra». Il suo obiettivo, si era appreso poco dopo, era la Stazione Ferroviaria di Lodi, di cui aveva mostrato di conoscere le misure di sicurezza. Attraverso indagini tecniche è stato quindi individuato prima il telefono con cui venivano effettuate le connessioni a Telegram e poi il domicilio di chi lo stava usando. Durante la perquisizione nella casa, il ragazzino ha ammesso di aver utilizzato l’account Telegram e di essere autore dei post sulla pianificazione di un attentato. La misura è stata convalidata sia dal gip dei minori che dal Tribunale del Riesame. Altri accertamenti, inoltre, «hanno evidenziato la presenza di altro materiale propagandistico scaricato dal web dall’indagato».

Il sindacato di polizia: «Riflettere sullo Ius soli»

«È veramente preoccupante che un ragazzo di soli 15 anni, se le accuse fossero confermate, giunga a progettare un attentato, per colpire la stazione ferroviaria di Lodi», ha commentato il presidente nazionale del Libero sindacato di polizia (Lisipo), Antonio de Lieto, ricordando che «questo ragazzo, nato in Italia, da genitori marocchini, di religione musulmana, sarebbe entrato in contatto con elementi jihadisti da cui, evidentemente, sarebbe stato indottrinato, sino a indurlo a progettare l’impiego di un drone, armato di ordigni chimici, per colpire la stazione ferroviaria di Lodi». «Questo episodio, se confermato in tutti i suoi contorni, è gravissimo», ha sottolineato ancora de Lieto, aggiungendo che la vicenda «dimostra la capacità di proselitismo che hanno gli jihadisti, che giungono a indurre un ragazzo a preparare un attentato che, se realizzato, poteva avere conseguenze drammatiche». «Questo episodio – ha concluso – dimostra che figli di immigrati, nati in Italia, cresciuti in Italia, con amici italiani, con la frequenza di scuole italiane, possono non amare il Paese dove sono nati, sino a progettare un attentato, potenzialmente gravissimo. Questo episodio deve far riflettere quanti sostengono lo Ius soli».