Zanzare infette, 250 casi di Chikungunya ma a Roma è giallo sulle disinfestazioni

La soglia di allarme è ampiamente superata e il fenomeno del contagio da Chikungunya non è più a dimensione locale, circoscritto alla zona di Anzio, perché a Roma il Sistema di Sorveglianza delle Malattie Infettive della Regione Lazio ha già contato una cinquantina di casi conclamati, a fronte dei 197 di Aznio e ai 5 nel comuen di Latina. Quello che nella Capitale non è chiaro è come e dove si stia facendo opera di disinfestazione. “Il Campidoglio renda subito noto il calendario delle disinfestazioni fatte a Roma per contrastare il virus della Chikungunya. Raggi e Montanari diano subito una risposta alla Regione. Quando c’è in gioco la salute dei cittadini la collaborazione istituzionale è d’obbligo e non si può perdere tempo”, dice Stefano Pedica del Pd. «Dopo gli ultimi casi – sottolinea Pedica – è più che mai necessario fare chiarezza. È necessario sapere quante sono le aree dove c’è già stata la disinfestazione e quelle invece che sono ancora a rischio. Sulla prevenzione non si scherza».

Tanti ritardi nella mappatura della Chikungunya

La Regione Lazio in tutti i modi sta provando ad avere la mappa degli interventi programmati dalla giunta Raggi, ma invano: «La Regione Lazio è ancora in attesa di conoscere il numero delle disinfestazioni effettuate da Roma Capitale nelle aree indicate. Si sottolinea infatti che la prevenzione, mediante l’azione di disinfestazione, è fondamentale per evitare l’ulteriore diffondersi del virus. Per contrastare il virus della Chikungunya, trasmesso dalle zanzare tigre infette, è molto importante la collaborazione delle amministrazioni comunali», spiegano dal centro di sorveglianza delle malattie infewttive.