Venezuela, ci sono le prove per trascinare Maduro a processo

Luisa Ortega Diaz, l’ex procuratrice generale del Venezuela, costretta a lasciare il suo incarico ad agosto, ha detto di avere prove sufficienti per portare il il dittatore venezuelano Nicolas Maduro davanti alla Corte penale internazionale. Tutte le prove che si basano sui “rapporti, i protocolli delle autopsie, le indagini sulla scena del crimine, in aggiunta ai racconti dei testimoni, possono sostenere un’incriminazione”, ha detto la Ortega in un’intervista a Deutsche Welle. Il materiale, ha sostenuto l’ex procuratrice generale, documenterebbe le esecuzioni extragiudiziali e le altre violazioni compiute dal governo Maduro. Come si ricorderà la Ortega è fuggita in Colombia con il marito, German Ferer, arrivando nella capitale colombiana a bordo di un volo charter per chiedere asilo nel Paese. La neo costituita Assemblea costituente venezuelana aveva votato a inizio agosto deposizione della Ortega, una delle personalità di maggior rilievo tra i critici dell’operato del dittatore. La ortega infatti aveva denunciato a più riprese gli atti di forza commessi da Maduro: “In Venezuela siamo ormai davanti a un nuovo governo de facto, dopo un colpo di stato contro la costituzione, contro le leggi e la nostra forma di stato”, aveva dichiarato. La Ortega Díaz fu immediatamente rimossa dal suo incarico, come primo atto compiuto dall’Assemblea Costituente voluta da Maduro. In una dichiarazione, la giurista ha ribadito infatti che l’Assemblea costituente, eletta il 30 luglio, e che sei giorni dopo l’ha esautorata, dal suo ruolo di procuratore, è un corpo “illegittimo”, perché la sua elezione non è stata preceduta da un referendum come accaduto nel 1999 quando l’attuale Magna Carta è stata sancita. “Il numero di Paesi e istituzioni che non riconoscono questa autorità incostituzionale e fraudolenta sta diventando sempre più grande, proporzionalmente all’isolamento e alla perdita di legittimità di coloro che intendono rendere il Paese una caserma”, si legge nel testo della dichiarazione, diffuso attraverso il suo account Twitter.