Un rosario contro l’invasione islamica: un prete lancia l’appello

I vescovi polacchi fanno proseliti. L’ iniziativa di appena pochi giorni fa di portare in strada centinaia di migliaia di persone a pregare contro l’invasione islamica e per la difesa della civiltà cristiana d’Europa è piaciuta. Ha raccolto il testimone il parroco di Vicomoscano a Casalmaggiore, in provincia di Cremona, che ha indetto per il pomeriggio la recita di un Rosario per «per difendere il cristianesimo da ogni attacco relativista, materialista e dell’islamismo». Lo leggiamo sul Giornale. Il parroco, don Ottorino Baronio, ha precisato che la convocazione dei fedeli per la preghiera del Rosario è tesa «a scongiurare i pericoli dell’islamismo politico e non è indirizzata contro la religione o contro i fedeli musulmani»

Il Rosario del parroco fa infuriare il Pd

La spiegazione del parroco ha trovato il consenso della comunità locale. La  Lega Nord ha definito il parroco “un prete come si deve”. Mentre le solite anime belle buoniste non perdono il vizio di buttarla in politica. Come il Pd, che parla del “Vangelo secondo Salvini”. Cautela invece dagli esponenti della locale comunità islamica, che ricordano come “ogni parroco sia padrone a casa sua” pur chiedendo chiarezza nell’utilizzo di termini come “islam” e “islamismo”. Verranno recitati tutti i misteri (gaudiosi, dolorosi, della luce, gloriosi) del rosario. «Una maratona in quattro turni», leggiamo sul Corriere. «Chi lo vorrà potrà essere presente dall’inizio alla fine ma, comunque, gruppi di 7-8, uomini e donne, hanno già garantito che si daranno il cambio ogni mezz’ora», spiega don Baronio. Il sacerdote non è nuovo a queste prese di posizione che fanno rabbrividire gli officianti del politically correct. In passato ha tenuto a battesimo un affollato incontro, nel teatro comunale, con Giuseppe Povia, il cantautore e blogger simpatizzante della destra non è certo tenero con le unioni civili e la filosofia gender. Sui social le contestazioni a don Baronio non si sono fatte attendere: