Trump: armare i droni in Niger. Gli Usa rispondono agli attacchi dell’Is

Donald Trump pensa di armare i droni per rispondere agli agguati in Niger. Gli Stati Uniti sono quindi pronti a rafforzare il loro impegno militare in Niger anche dopo l’agguato in cui, lo scorso 4 ottobre, sono rimasti uccisi 4 militari americani. I vertici militari dell’amministrazione Trump infatti vogliono armare i droni che al momento stanno utilizzando solo per missioni di ricognizione, a sostegno dell’operazione anti-terrorismo nel Sahel a cui partecipano circa mille militari. Il piano per armare i Reapers in Niger era allo studio già da diversi mesi, ma l’agguato delle scorse settimana ha impresso maggiore urgenza alla richiesta dell’amministrazione Trump alle autorità del Niger che devono concedere l’autorizzazione. Secondo la ricostruzione – fornita nei giorni scorsi dal capo degli Stati Maggiori Riuniti, generale Joseph Dunford, delle circostanze dell’attacco, molte delle quali rimangono ancora da chiarire – un drone Usa arrivò nell’area pochi minuti dopo che il team delle Forze Speciali chiese rinforzi, un’ora dopo l’inizio di violenti combattimenti con una cinquantina di miliziani dello Stato Islamico. Ma ciò non impedì l’agguato mortale. E adesso la svolta di Trump. Un portavoce del Pentagono non ha voluto rilasciare dichiarazioni “su possibili iniziative dell’amministrazione”, ma ha aggiunto che “il dipartimento della Difesa assicurerà sempre che le nostre forze siano equipaggiate in modo adeguato ed abbiano i mezzi per portare a termine la loro missione”. Fonti militari hanno rivelato alla Cnn che la costruzione di una nuova base per droni ad Agadez potrebbe facilitare l’impiego di droni armati, dal momento che non viene considerato opportuno tenere arsenali di munizioni nell’attuale base delle operazioni, proprio all’interno dell’aeroporto civile di Niamey, la capitale del Niger.