Trento, distrutta la targa commemorativa delle Foibe. E non è la prima volta

A Trento la targa commemorativa delle Foibe in via San Francesco d’Assisi, nei giardini davanti al tribunale è stata bruciata e chi ha agito lo ha fatto con perizia per cercare di cancellare il più possibile le parole impresse. Ma in un angolo di quello che resta del monumento da sempre molto contestato, la parola “foibe” ancora si legge. Per capire chi siano gli autori del gesto sono iniziate le indagini da parte della polizia che forse potranno avere un aiuto dalle telecamere che si trovano nella zona. La targa in via San Francesco d’Assisi era stata posta dalla città di Trento come ‘‘monito contro il ritorno della barbarie e per la pace e la convivenza dei popoli”. E’ il terzo attentato quest’anno contro il medesimo obiettivo.

Sul gesto infame è arrivata la condanna del presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, e dal presidente del Consiglio provinciale, Bruno Dorigatti. «È un gesto dettato dall’ignoranza che colpisce chi non può replicare e che la città respinge decisamente, così come respinge altre provocazioni gratuite e vigliacche. Siamo una terra che coltiva i valori del dialogo, della tolleranza e della riconciliazione – dice Rossi – e coltiviamo una memoria che ricucisce le lacerazioni della storia». Secondo Dorigatti, “questi gesti non hanno nulla da condividere con il sentire dei trentini. Preoccupa però l’effetto che la serie di questi atti produce sul clima generale, seminando odio e intolleranza”.