Torino in mano agli immigrati: tentano di buttare un poliziotto dal balcone

Torino choc. Ecco cosa è accaduto in un condominio in via Leinì dove operavano spacciatori senegalesi, di cui due irregolari e altri due con un permesso di soggiorno, ancora una volta per motivi umanitari. Sarà per motivi umanitari che i 4 pusher senegalesi hanno preso a calci e pugni un poliziotto che, poi, hanno cercato di buttare dal quarto piano di un palazzo? L’agente è stato salvato da due colleghi, leggiamo sui siti locali e sul Giornale.

Poliziotto vivo per miracolo: senegalesi in manette

Dopo giorni di pedinamenti due agenti sono entrati in un appartamento al quarto piano dove si trovavano 3 africani mentre un loro collega resta fuori con il senegalese che hanno seguito fin lì. I tre hanno cercato di buttare già l’ agente mentre il quarto ha cercato di fuggire spintonando il poliziotto che lo sorvegliava ma, alla fine, sono finiti tutti in manette. L’agente voleva impedire che i senegalesi facessero sparire la droga. Per questo, preso a calci e pugni  hanno cercato di buttarlo giù dal quarto piano. È stato l’istinto di due colleghi che l’hanno afferrato per la cintura a salvare la vita all’agente spinto dai pusher nel vuoto. E grazie all’intervento di altre volanti di supporto, i quattro africani che avevano trasformato un alloggio di via Leinì in covo sono finiti in manette.

Sap: “Un bollettino di guerra”

Gianni Tonelli, segretario nazionale del Sap, il Sindacato autonomo di polizia attacca: “Non è accettabile in alcun modo concedere accoglienza e tutele a chi cerca di uccidere un poliziotto e che si continui a permettere la permanenza in Italia di chi non ha titolo”. I casi di agenti che rischiano di essere ammazzati è diventato imbarazzante. “Noi – prosegue ancora Tonelli – ci poniamo un altro problema: questo è un bollettino di guerra, non si tratta di un caso isolato, a partire dal poliziotto accoltellato a Milano e il cui aggressore è stato immediatamente rilasciato; in tutta Italia avviene in continuazione, in ultimo a Bari due giorni fa”. Il dato inquietante è che se fosse accaduto un episodio analogo in un paese o in un luogo privo di sorveglianza, sarebber stati guai. “Per ‘fortuna’ è successo a Torino dove ci sono più pattuglie – dice infatti Tonelli – in qualsiasi capoluogo di provincia in cui oramai le volanti sono state decapitate del 40% e in cui vi è soltanto una volante in giro, non è difficile immaginare cosa sarebbe accaduto in una condizione analoga, poiché non ci sarebbe stato nessun poliziotto pronto ad aiutare il collega, che avrebbe dunque fatto un volo dal quarto piano perdendo tragicamente la vita».