Roghi tossici, Rampelli: Campidoglio e Viminale complici. Li abbiamo denunciati

I roghi tossici appiccati nei campi nomadi negli ultimi due giorni dimostrano che l’inadeguatezza delle istituzioni, manifestata due giorni fa nell’audizione del prefetto di Roma Paola Basilone (che aveva addirittura escluso l’utilizzo dell’esercito nella repressione dei fumi illegali, salve verifiche specifiche) alla Commissione d’inchiesta sul degrado delle periferie, è una realtà. La denuncia è di Fabio Rampelli, componente la Commissione, per il quale gli impegni assunti dal ministro Minniti sono stati solo propaganda. «Addirittura – svela il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera – il prefetto ha confessato in quella sede di non essere mai stata chiamata dal titolare del Viminale, che invece aveva rimandato a un colloquio con la Basilone la decisione sull’impiego dell’esercito. Altro che impegno h 24 su questa vergogna tutta italiana, come Minniti annunciò un mese fa pubblicamente. Non è successo nulla e i nomadi proseguono a rubare cavi di rame, carcasse, rottami, a rovistare ed estrarre dai cassonetti qualunque oggetto, a rimediare elettrodomestici esauriti e a incendiare il tutto impunemente creando diossina e rendendo l’aria irrespirabile alle famiglie».

Roghi, Rampelli: quante bugie

Rampelli riferisce stupito gli elementi raccolti dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie sul fenomeno dei roghi: non ci sono risorse per istituire posti fissi di polizia o interforze davanti ai campi, nessuno ha mai pensato a concretizzare la proposta di usare l’esercito come alla terra dei fuochi in Campania, non è consentita la perquisizione dei mezzi in entrata e in uscita e il sequestro della refurtiva nei campi nomadi, non è possibile procedere con l’arresto in flagranza di reato al momento in cui vengono accesi i fuochi perché per questa attività sono impiegati i minori, non si può sottrarre i bambini alle famiglie che li sfruttano perché là competenza è del Tribunale dei minori e nessuno procede ai fermi. «Il Campidoglio dal canto suo dice di non poter effettuare né la bonifica dei campi né garantirne la quotidiana pulizia perché questo genere di attività non è contemplata nel contratto di servizio con l’Ama». Questo punto è evidente che c’è una resa all’illegalità da parte dello Stato e del sindaco, e assume ancora più valore la denuncia penale alla Procura della Repubblica di Roma presentata pochi giorni fa da Fratelli d’Italia. «Abbiamo chiesto un incontro al Procuratore generale Pignatone per illustrare il nostro esposto e auspicare l’immediata apertura di un’inchiesta contro Comune e ministero degli Interni».