Stupro di Rimini, picchiato in carcere uno dei quattro del branco

Potrebbe essere stato picchiato in carcere il 15enne marocchino arrestato per lo stupro di Rimini. Per fare chiarezza sul caso, che si è verificato un paio di settimane fa, è stato aperto un fascicolo. Gli inquirenti non escludono la rissa, ma l’ipotesi circolata all’interno del carcere minorile del Pratello di Bologna è che si sia trattato di una di quelle aggressione che i detenuti riservano a chi commette reati di natura sessuale. Ciò che è certo è che sul 15enne erano evidenti i segni del pestaggio, avvenuto subito dopo l’uscita dall’isolamento

L’ipotesi della Procura è lesioni personali

La vicenda è riportata dall’edizione bolognese del Corriere della Sera, che spiega come il più giovane membro del branco di Rimini avrebbe parlato di una rissa, nella quale non sarebbero mancati morsi e colpi di scopa. Dichiarazioni che sono al vaglio della procura dei minori, che sta procedendo per lesioni personali e sta cercando anche di capire se il 15enne, salvato dall’intervento di un agente della penitenziaria, sia stato colpito da uno o più giovani detenuti. Per il momento, riferisce ancora il Corsera, non c’è alcun indagato.

Sullo stupro di Rimini non vuole più collaborare?

Ma il presunto pestaggio non è l’unica novità che riguarda il giovane marocchino. Dal punto di vista giudiziario, infatti, si registra anche la remissione del mandato da parte del legale di fiducia, Paolo Ghiselli, che rappresentava anche il fratello. Una scelta, a quanto pare, legata alle scelte per la strategia difensiva. «Il mio studio – ha fatto sapere l’avvocato con una nota – ha prestato assistenza ai due minorenni, che sono stati invitati a tenere un comportamento collaborativo. Il coinvolgimento di un altro legale di cui sono venuto a conoscenza ha comportato una mia riflessione sulla prosecuzione del mandato difensivo e ho deciso di rinunciare».