Sos disastri naturali, l’appello dell’Onu alla comunità internazionale: serve più aiuto

Nelle settimane che seguono il devastante terremoto in Messico, l’apocalisse degli uragani in Texas, Florida e Caraibi, una lunga estate calda su cui la siccità ha infierito in Italia come in altri paesi europei; dopo le alluvioni nel nord-est del vecchio continente e le catastrofi che, tra frane e inondazioni affliggono il continente africano e gli arcipelaghi asiatici, una verità si acclara ad ogni ora che passa imponendo risoluzioni non più procrastinabili: occorrono misure a lungo termine per affrontare i disastri naturali.

Disastri naturali, l’appello dell’Onu

Questo, allora, l’appello del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite (Ecosoc) rivolto agli Stati membri delle Nazioni Unite e alla comunità internazionale. Dopo il meeting di martedì sulle “Conseguenze dei recenti uragani”, il presidente del Consiglio economico e sociale, Marie Chatardova, ha rilasciato una dichiarazione in cui esprime le profonde condoglianze dell’organo delle Nazioni Unite alle vittime. Chatardova ha espresso solidarietà a tutte le persone colpite e ai governi di Caraibi, America Centrale e Stati Uniti colpiti dagli uragani, del Messico, colpito dai successivi terremoti, e dell’Africa e dell’Asia meridionale, dove le pesanti inondazioni hanno portato devastazione. Occorre intraprendere azioni, afferma l’organo delle Nazioni Unite, «per garantire che, in seguito ai recenti devastanti uragani, terremoti e inondazioni che hanno colpito numerosi Paesi, la risposta umanitaria sia completata da interventi a medio e lungo termine di ricostituzione e ripresa».

Disastri naturali, servono risposte efficaci a lungo termine

«La risposta umanitaria iniziale è stata cruciale per salvare vite, mezzi di sussistenza e fornire servizi essenziali – afferma la Chatardova –. La preparazione e le partnership hanno svolto un ruolo essenziale in quanto il personale preposto, la logistica e le scorte hanno permesso che la risposta umanitaria e le forniture di emergenza arrivassero più rapidamente». Da qui la richiesta, sulla base delle iniziative in corso, di un maggiore investimento nella riduzione dei rischi di catastrofi, inclusa la preparazione, l’allerta e l’azione precoci, esortando allo stesso tempo investimenti in infrastruttura e alloggi. «Noi chiediamo collaborazione, collegamento e complementarità più forti tra la riduzione del rischio di catastrofi e l’azione climatica, per definire e realizzare risultati collettivi e ridurre bisogni, rischi e vulnerabilità per più anni», ha sostenuto l’Ecosoc, indicando che occorre prestare particolare attenzione alle persone più vulnerabili che affrontano i cambiamenti climatici e gli eventi meteorologici estremi.