Sgarbi all’Anpi: «Teste di c…, negate ancora le atrocità fatte dai partigiani» (video)

Parole chiare, dirette: i partigiani si sono resi protagonisti di delitti abominevoli, eppure su di loro sopravvive un'”indulgenza” inaccettabile in quanto partigiani. Un “velo” ideologico che ancora una volta Vittorio Sgarbi squarcia in un video pubblicato non appena l’Anpi di Savona censurò solo s’idea di intitolare una targa  alla memoria di Giuseppina Ghersi. A Giuseppina il Secolo ha dedicato molti articoli, ma vale la pena ascoltare anche le parole del critico d’arte. La veemenza dei suoi toni stavolta va di pari passo con la pietas per la storia sciagurata di quella disgraziata ragazzina. Le parole contro Samule Rago, responsabile dell’Anpi di Savona – lui sì, sordo ad ogni sorta di pietas – sono dure ma ineccepibili. Tanto è vero che l’Anpi nazionale smussò con un certo imbarazzo in una nota successiva i toni. Chi pensa che una ragazzina stuprata e uccisa non meriti una targa ricordo solo perché sospettata di fascismo è “complice degli assassini che l’hanno massacrata”, dice Sgarbi. Tanto più che l’uso ideologico della storia ha una prova del nove: “si può parlare di stragi nazifasciste – dice Sgarbi con furore – ma si mette la censura quando si tratta di stragi partigiane”. Circostanza che poi si è stata dimostrata plasticamente con la targa inaugurata giorni fa, priva di ogni riferimento agli assassini della Ghersi.