Rosatellum, il governo pone 5 fiducie. E in Senato scoppia la bagarre

Clima acceso nell’Aula del Senato dopo l’annuncio del governo di porre la questione di fiducia sulla legge elettorale. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, intervenendo nell’aula del Senato, ha posto a nome del governo la questione di fiducia su 5 dei 6 articoli del Rosatellum bis. Subito dopo il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha convocato la conferenza dei capigruppo.

Le 5 fiducie chieste sul Rosatellum bis si inizieranno a votare da domani alle 14, come ha stabilito la capigruppo. Da stasera e per tutta la mattinata di domani ci sarà discussione generale. «Grasso si è adoperato per dare spazio al dibattito e in orari non notturni», dice Cecilia Guerra, capogruppo Mdp. Il voto finale è previsto per giovedì alle 12.

Particolarmente calda la situazione tra gli scranni di Sinistra italiana, dove sono stati alzati cartelli con la scritta “zero fiducia”, al grido “vergogna, vergogna”, mentre la capogruppo, Loredana De Petris, ha protestato urlando a squarciagola. Quindi, dopo la sospensione della seduta per la convocazione della conferenza dei capigruppo, ha occupato la zona compresa tra i banchi della presidenza e quelli del governo, lamentando che le è stata negata la parola. Meno forte ma ugualmente incisiva la protesta dei senatori del Movimento 5 stelle, che si sono calati delle bende sul volto.