Rosatellum bis, alla Camera regge l’accordo. Lite FdI-FI sulle preferenze

È stata una mattinata di voti in commissione Affari costituzionali della Camera sulla legge elettorale. Al momento il Rosatellum bis, dal nome del suo proponente, Ettore Rosato, capogruppo Pd a Montecitorio, sembra reggere. Naturalmente, in aula dove il provvedimento potrebbe essere oggetto di oltre 90 richieste di votazioni segrete, sarà tutta un’altra musica, fiducia permettendo. Ma, almeno per ora, la nave va. I commissari, infatti, hanno respinto tutte le proposte di modifica presentate al nuovo testo che, com’è noto, rappresenta una sorta di Mattarellum rovesciato con un 36 per cento di collegi uninominali ed il restante 74 il liste cortissime – da due a quattro candidati – rigorosamente bloccate.

La Russa: «Molti temono di non avere consenso» 

Non è infatti passato l’emendamento di FdI-An, primo firmatario Ignazio La Russa, finalizzato a reintrodurre le preferenze, seppur facoltative per ogni singolo partito. La sua bocciatura ha creato un po’ di frizioni nel centrodestra: «Nessuno pretende che Forza Italia si convinca della bontà delle preferenze – ha dichiarato infatti l’ex-ministro -, ma abbiamo semplicemente chiesto che si consenta a FdI e a chi le vuole, di scegliere di far votare con le preferenze. Una preferenza facoltativa quindi, solo per coloro che le vogliono. Hanno inventato di tutto pur di dire di no. Evidentemente – ha concluso – qualcuno ha paura di non avere il consenso, non certo Berlusconi, ma i piccoletti sotto». Per tutta risposta, gli azzurri hanno criticato l’emendamento di FdI sulle candidature multiple. Sulla stessa lunghezza d’onda il M5S, che sottolinea come «l’unica certezza» del Rosatellum bis consista nel fatto che «i cittadini non devono scegliere».

Accordo Pd-FI riduce le circoscrizioni del Rosatellum bis

L’unica modifica apportata, richiesta da Forza Italia e appoggiata a nome del Pd dal relatore Emanuele Fiano, riguarda la riduzione del numero dei collegi che da 70 dovrebbero scendere a 65. Sempre su input di Fiano, l’intesa a quattro che sorregge l’impianto del Rosatellum bis – Pd, Lega, FI, e Ap – ha invece respinto l’emendamento dei verdiniani di Ala volto ad impedire la candidatura di magistrati, presidenti e assessori regionali. «Tale proposta – ha replicato il relatore – è oggetto di un procedimento già in discussione». Proprio contro il rinnovato entiente cordiale tra Pd e Denis Verdini culminato ieri nel soccorso delle truppe di Ala al Senato in sede di approvazione del Def, si scaglia il bersagliano Alfredo D’Attorre: «In commissione – ha constatato – non c’è alcuna disponibilità a discutere. In linea con quanto accaduto ieri è sempre più chiaro che per il Pd l’alleato del cuore è Verdini».