Riecco gli spazzacamini, ma in versione “hi tech”: in missione contro lo smog

Smog, l’ultima speranza se non di sconfiggerlo, almeno di domarlo, è affidata al ritorno degli spazzacamini: o meglio, alla nuova missione degli spazzacamini in versione “hi tech”, pronti a tornare in campo stavolta contro polveri sottili e inquinamento atmosferico e contro lo smog creato dalla combustione a biomassa che negli ultimi dieci anni ha visto una crescita esponenziale sia in fatturato che in operatori del settore.

Tornano gli spazzacamini, ma in versione “hi tech”

Un modo articolato per dire che uno di quegli antichi mestieri messi in soffitta verrà rispolverato dalla naftalina e aggiornato alla moderna tecnologia, tanto da poter essere rilanciato come il nemico numero uno di quello che figura ormai da troppo come tra i più temibili mostri della modernità: l’inquinamento atmosferico. E allora, nato nel lontano ‘600, sviluppatasi nei secoli successivi ma consacrato alla memoria delle giovani generazioni dal film Mary Poppins, il mestiere dello spazzacamino ha visto nell’inaugurazione avvenuta nelle ultime ore della nuova scuola Fuspa di Brescia, una sorta di “ritorno al futuro”. «Nella scuola di Brescia – ha spiegato non a caso Gianfranco Borsatti, presidente dell’Anfus, l’Associazione Nazionale Fumisti e Spazzacamini nata nel 1992 – formiamo 450 allievi l’anno che vanno ad implementare un complessivo di circa 8000 operatori che fanno capo alle nostre 560 aziende sparse sull’intero territorio nazionale, dal Trentino alla Sicilia». Nata quando ancora non esistevano norme tecniche né legislazione specifica, l’Anfus, in tutti questi anni, ha partecipato attivamente alla creazione di normative tecniche specifiche, dialogando con le istituzioni per il riconoscimento del ruolo del fumista e spazzacamino, la consulenza professionale e la formazione tecnica rivolta agli installatori e ai manutentori.

Tra classici della tradizione e strumenti all’avanguardia

Decisivo, per il ritorno in auge degli spazzacamini, ovviamente in una versione “hi tech”, con strumentazioni all’avanguardia abbinate però agli strumenti della tradizione, lo sviluppo della combustione a biomassa. «Parimenti allo sviluppo della biomassa (si pensi solo alla diffusione delle stufe a pellet o alle migliaia di pizzerie con forno a legna – ha proseguito Borsatti – sono aumentate le preoccupazioni in ordine alle emissioni di polveri sottili in atmosfera dovute al cattivo uso e manutenzione di questi impianti». Per ridurre le emissioni, allora, è necessario che ogni componente della filiera faccia la sua parte. Combustibile, apparecchio, impianto, gestione e manutenzione sono tutti determinanti per rispondere ai criteri di sicurezza, di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni. Sarà dunque l’inaugurazione della nuova sede della scuola Fuspa a concentrare l’attenzione su un più consapevole utilizzo della combustione a legna in un quadro di iniziative e di interventi che da tempo vedono impegnata l’Anfus. Insomma, è affidato ai moderni spazzacamini “hi tech” – formati come qualificati professionisti preparati ad affrontare le sfide energetiche e ambientali – l’arduo compito di sconfiggere polvere sottili e smog da inquinamento.