Ricominciano: Berlusconi condannato per aver parlato contro i giudici

Ci risiamo. Ricominciano a rullare i tamburi del tam-tam giudiziario contro Silvio Berlusconi. La storia infinita del braccio di ferro tra il Cavaliere e i giudici è destinata a rimanere tale, almeno fintantoché il leader di Forza Italia è in sella e in prima linea nell’agone politico che precede le prossime elezioni politiche. Elezioni nelle quali – dato non secondario- il centrodestra è dato per vincente. Quindi il momento è propizio per ogni tipo di affondo che possa spostare i riflettori mediatici dalle aule politiche a quelle giudiziarie. L’ultimo capitolo di questa storia infinita equivale all’ultima condanna che arriva dal Tribunale civile di Brescia. Silvio Berlusconi è stato condannato per aver diffamato i pm del processo Mills nel quale era imputato per corruzione in atti giudiziari, accusa dalla quale il Cavaliere è stato prosciolto per prescrizione nel 2012. Lo scrive il Corriere della Sera, aggiungendo che la condanna a pagare 50.000 euro al pm Alfredo Robledo risale a luglio. Libero ricostruisce i termini di questa “diffamazione”. La diffamazione, secondo la giudice Laura Frata «sta in quanto affermato in conferenza stampa a Palazzo Chigi il 6 aprile 2006 e il giorno successivo a Radio Anch’io: il Cavaliere accusò i due pm di aver appositamente omesso di chiedere una rogatoria alle Bahamas perché essa li avrebbe sbugiardati e avrebbe provato la sua innocenza. Insomma, la “diffamazione” per la quale è stato condannato Berlusconi sta tutta nel suo aver chiesto, pur con toni duri, uno strumento difensivo che non gli è stato concesso». Questa, per i giudici, è diffamazione.

La pm: “Berlusconi non aveva il diritto di criticare”

Per correttezza, la frase incriminata pronunciata da Berlusconi è stata questa, ricorda Libero: «Mente senza dubbio la Procura… non c’è possibilità di errore, è la Procura che ha rifiutato di fare la giusta rogatoria quando i miei avvocati l’hanno insistentemente chiesta (…). Magistrati indegni che con i soldi degli italiani tramano contro il premier nel pieno della campagna elettorale». Berlusconi però non sapeva che quella rogatoria era stata chiesta, senza che Bahamas rispondesse mai. Ecco, dunque, la mannaia: per la giudice Laura Frata, «difetta, pertanto il presupposto per il legittimo esercizio del diritto di critica». Condannato. Ricordiamo che solo uno dei due pm si sentì “diffamato”: Fabio De Pasquale non fece alcuna denuncia, mentre Alfredo Robledo gli fece causa civile una volta che non seguì più il dibattito. Ora Berlusconi è stato condannato a risarcirgli pure 50mila euro.