Rampelli: “Ora una Commissione d’inchiesta su Bankitalia”

«Se l’ordine del giorno della commissione d’inchiesta sul sistema bancario viene stilato da Casini e Visco, è evidente che occorre istituire un’altra commissione d’inchiesta specifica su Bankitalia. Il conflitto d’interessi galoppa. Il Governatore della Banca d’Italia infatti è, sì, nominato dal Capo dello Stato, ma non può non essere fortemente condizionato dalle banche private proprietarie, diversamente da quando la Banca d’Italia era dello Stato (e per noi dovrebbe tornarci)». Lo dichiara Fabio Rampelli, capogruppo dei deputati Fdi. «Gli omessi controlli – aggiunge – sugli istituti di credito italiani, a iniziare dalle “banche rosse”, sono figli di questa sostanziale incompatibilità che vede il Governatore essere solo teoricamente un soggetto terzo. Quindi: Visco è nominato da Mattarella ma teleguidato dalle banche azioniste, Casini in qualità di presidente della commissione d’inchiesta concorda improvvisamente l’ordine del giorno con lui (e sorvoliamo sul suo personale conflitto d’interessi), la commissione dovrebbe indagare anche sul crack delle banche rosse ergo su quegli istituti vicini al Pd, a Renzi e alla Boschi».

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Fabio Rampelli

“Vogliono mettere a Bankitalia un insabbiatore al posto di Visco”

«Il Parlamento – prosegue Rampelli – discute le mozioni dell’opposizione sull’inopportunità di una conferma di Visco alla vigilia della nuova nomina del Governatore, il Pd approfitta della congiuntura astrale per scoprire che la Banca d’Italia non ha ben vigilato, con l’obiettivo però di mettere al posto di Visco un insabbiatore di professione, un facilitatore di quelle banche che hanno usato i soldi dei risparmiatori per favorire amici, parenti e cooperative cari alla sinistra». «Il Quirinale – continua – storce il naso, Gentiloni si sente braccato, Calenda si augura che la mozione del Pd sia un incidente, Renzi rilancia… il bello è che sono tutti del Pd, se si aggiungessero Bersani, Pisapia e i mantra ideologici di Sinistra italiana la Torre di Babele farebbe un baffo al caos cosmico della sinistra italiana e della sua finanza amica. Intanto noi non facciamo alambicchi e con calma serafica auspichiamo che Mattarella prenda atto dell’inefficienza gestionale di Visco nella sua competenza di vigilante delle banche».