Egitto, assassinato con una mannaia un prete copto al Cairo

Ancora violenza jihadista in Egitto: un prete copto di una chiesa del governatorato di Beni Suef, nell’Alto Egitto, è stato accoltellato a morte da un uomo nel sobborgo di El-Marg a sudest del Cairo. Lo riporta il giornale filogovernativo Akhbar Al Youm. La vittima, Samaan Shehta, si trovava al Cairo per partecipare a una conferenza quando un giovane ha bloccato l’auto del prete e gli ha chiesto di scendere. Quindi ha colpito il prete con una mannaia ed è fuggito, ha spiegato un giornalista locale a Egypt Independent a condizione di anonimato. ”Si ritiene che questo crimine odioso sia stato commesso da un estremista salafita o affiliato all’Isis”, il sedicente Stato Islamico, ha detto il giornalista. La Chiesa copta egiziana ha diffuso un comunicato nel quale si spiega che la morte di Samaan Shehta è avvenuta vicino alla città di El-salam mentre era in compagnia di un altro sacerdote, Benjamin Moftah, anche lui colpito. Nel comunicato non vengono fornite notizie sulle condizioni di salute dell’altro sacerdote. Il sito del giornale Akhbar Al-Youm ha reso noto che l’assalitore è stato arrestato ed è in corso il suo interrogatorio. Proprio stamattina Il Cairo aveva deciso che sarà prorogato di altri tre mesi a partire da domani lo stato di emergenza. Lo ha riferito l’emittente al-Arabiya, precisando che il provvedimento è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Lo scorso aprile il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, aveva dichiarato lo stato di emergenza per tre mesi dopo un duplice attentato avvenuto la Domenica delle Palme contro due chiese copte nel nord dell’Egitto, costato la vita a 45 persone. Gli attacchi furono rivendicati dal’Isis.