Poliziotto “azzera” Saviano: “Per lui gli uomini in divisa non esistono”

Lo conosciamo in qualità di scrittore Antonio Fusco, che è funzionario di polizia prestato alla narrativa, di cui giunge in libreria il suo quarto romanzo poliziesco, “Le vite parallele” (Giunti). Nell’intervista che leggiamo su La Verità, Fusco, parlando del mestiere del poliziotto, lancia bordate polemiche a muso duro contro Roberto Saviano, che rende un pessimo servizio al nome e al ruolo delle forze dell’ordine. Anzi, nella sua “narrazione” potrebbero non esistere.

“Caro Saviano, i criminali di cui parli li arrestiamo noi”

Antonio Fusco, classe 1964, napoletano, è laureato in Giurisprudenza e Scienze delle pubbliche amministrazioni, è funzionario nella Polizia di Stato e criminologo forense. Saviano, quando ho iniziato, diceva di voler fare informazione, non narrativa” – spiega nel corso dell’intervista al “Giornale” il poliziotto-scrittore.  C’ è semmai Maurizio Di Giovanni che fa in quel territorio ciò che io faccio in Toscana, secondo me con grossa difficoltà. Napoli ha un certo tipo di delinquenza che si presta male al noir e al giallo, sono guerre tra clan, c’ è poco da scoprire”. Ma i suoi strali sono tutti rivolti verso l’opera narrativa più famosa di Saviano, nei quali manca una figura chiave : “In Gomorra mancano i riferimenti positivi, la città viene presentata come un luogo dove risiede il male assoluto e non c’ è possibilità di redenzione. Manca lo Scialoja di “Romanzo criminale”. Manca un poliziotto o un magistrato, che nella realtà esiste e spesso vince, perché poi alla fine la gran parte dei personaggi che Saviano presenta come dei padreterni in terra stanno tutti in galera grazie all’attività delle forze dell’ ordine, che per Saviano non esistono“.