Pd e Anpi oltre il ridicolo: “Non dedicate strade a Giorgio Almirante”

È polemica a Grosseto per la proposta arrivata in consiglio comunale di intitolare una strada, o meglio ancora un parco, a Giorgio Almirante. L’idea è stata lanciata dal Fratelli d’Italia e dalla Lega, cui appartiene il primo firmatario della mozione Mario Lolini, ed è stata accolta con favore dalla giunta guidata da Antonfrancesco Vivarelli Colonna.

Il sindaco: «Avremo il coraggio di andare fino in fondo»

«È un’ottima idea, questa volta il coraggio lo avremo», ha assicurato il primo cittadino, mentre è stato il capogruppo di FdI, Andrea Danubi, a ricordare che «Almirante s’è guadagnato sul campo i galloni di democratico, guidando un partito in anni difficilissimi con grande senso di responsabilità». Una parte di storia che però sfugge alla sinistra locale. Come sempre accade ovunque ci sia una proposta di intitolare una via ad Almirante, partiti d’area e Anpi minacciano barricate, arrivando a mistificare la storia per poter parlare di presunti crimini efferati di cui si sarebbe macchiato il segretario del Msi durante il fascismo. 

Le polemiche dell’Anpi

In questo caso, l’accusa è niente di meno che strage: «Almirante è stato complice del più efferato eccidio nazifascista perpetrato in Maremma ovvero l’eccidio dei minatori alla Niccioleta del 13 giugno 1944, in seguito a un manifesto affisso in tutti i comuni della provincia di Grosseto, firmato proprio da lui», è l’accusa dei partigiani, basata su un ardito collegamento con un manifesto contro gli sbandati, firmato dall’allora capo di gabinetto del Minculpop Almirante. Un collegamento che, come riporta Libero, viene messo in discussione perfino dalla storica antifascista Luciana Rocchi, che pure si oppone all’intitolazione della strada per l’appartenenza fascista di Almirante. 

Quando Napolitano disse: «Almirante è un esempio»

«Personalmente – ha commentato il sindaco Vivarelli Colonna – non capisco la polemica che pare accogliere una mozione che ancora deve essere discussa e che mira a intitolare una via a un politico che è stato spesso apprezzato trasversalmente, che, voglio ricordare, ha mostrato sempre rispetto per tutti gli avversari politici e che non esitò a partecipare personalmente ai funerali di Enrico Berlinguer». E, in questo senso, vale anche la pena ricordare le parole pronunciate dall’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del centenario della nascita di Almirante: «Giorgio Almirante è stato espressione di una generazione di leader di partito che – sottolineò – pur da posizioni ideologiche profondamente diverse, hanno saputo confrontarsi mantenendo un reciproco rispetto, a dimostrazione di un superiore senso dello Stato che ancora oggi rappresenta un esempio».