Parla il canadese liberato: “I talebani hanno ucciso mia figlia e stuprato mia moglie”

Emergono particolari agghiaccianti dopo la liberazione dai talebani di Josha Boyle, il canadese recuperato nei giorni scorsi dalle forze pakistane sul confine con l’Afghanistan. L’uomo è stato tenuto in ostaggio insieme alla moglie e a tre figli per cinque anni. Boyle ha rivelato che i suoi rapitori hanno «assassinato la mia figlia neonata» e violentato la moglie, la cittadina americana Caitlan Coleman. Sposati nel 2011, Joshua Boyle e Caitlan Coleman erano stati rapiti dai talebani poco dopo il loro ingresso in Afghanistan nel 2012, poi consegnati alla rete alleata Haqqani, in Pakistan. Sono stati liberati dalle forze armate pachistane su segnalazione dei servizi segreti americani.

I talebani hanno ucciso la neonata degli ostaggi canadesi

«Ora è estremamente importante per la mia famiglia poter costruire un rifugio sicuro che i nostri tre figli possano chiamare casa» ha dichiarato Boyle ai giornalisti subito dopo l’arrivo all’aeroporto di Toronto. «La stupidità e la malvagità mostrata dal gruppo di Haqqani nel rapire un pellegrino è stata superata dalla stupidità e malvagità nell’autorizzare l’assassinio di mia figlia neonata», ha aggiunto leggendo una dichiarazione.

I coniugi Boyle prima del rapimento

I coniugi Boyle prima del rapimento

Schiava sessuale dei talebani per cinque anni

Ha poi parlato dello “stupro di mia moglie, che non è stata un’azione isolata” ma condotta “sotto supervisione di un comandante”. Boyle ha detto ancora che i crimini condotti contro la sua famiglia sono stati poi oggetto di un’indagine da parte dei talebani – che lui ha chiamato ‘L’emirato islamico dell’Afghanistan’ – che ha determinato la responsabilità della rete di Haqqani. “I talebani hanno assicurato alla mia famiglia la giustizia che si meritava”, ha detto ancora, senza fornire ulteriori dettagli.