Palpeggia, bacia e prova a violentare una 14enne: è un profugo, ed è già stato scarcerato

Palpeggia, bacia e prova a violentare una 14enne al parco con il cane: arrestato. È un profugo senza cognome, accolto per motivi umanitari e già scarcerato. L’aveva puntata già da giorni quella ragazzina americana che vive a Vicenza – come lui – e a spasso per il quartiere vicentino con il suo cucciolo di cane, lo stesso dove lui è solito aggirarsi e bivaccare. L’aveva notata e abbordata senza troppe cerimonie e corteggiamenti già nei giorni scorsi, ma lei aveva opposto un fermo silenzio e una eloquente indifferenza a quel tentativo di approccio crudo e arrogante. Credeva tutto fosse finito lì, la ragazza, e quando due giorni fa si è ripresentata in quel parco ormai presidiato da stranieri che lì trascorrono nel nulla i loro pomeriggi, giusto per far uscire il suo cagnolino, Safarz il migrante senza cognome – come riporta il Corriere del Veneto che all’episodio ha dedicato un esaustivo servizio – questa volta non si è limitato all’approccio verbale ma, avvicinata la ragazzina, ha cominciato a palpeggiarla; quindi le ha toccato il seno e poi, arrivato alle labbra, l’ha baciata prepotentemente mentre lei provava a divincolarsi dalla morsa dello straniero che continuava a immobilizzarla.

Vicenza, palpeggia, bacia e prova a violentare una 14enne

Forse l’istinto di sopravvivenza ha preso il sopravvento. Forse la rabbia per quel sopruso sferrato vigliaccamente contro chi è fisicamente più debole ed evidentemente indifeso, fatto sta che, non si sa come, ma la 14enne è riuscita a liberarsi dal suo aguzzino e a scappare. A passo spedito e sempre voltandosi indietro per vedere se fosse pedinata o addirittura rincorsa, la ragazzina è riuscita a mettersi in salvo e a tornare a casa. Il suo aggressore, nel frattempo, come riporta il Corriere del Veneto, «straniero incensurato, un profugo con in tasca un permesso di soggiorno per motivi umanitari, era già in carcere, sottoposto a fermo di indiziato di delitto con l’accusa di violenza sessuale su minore». Ma in cella sarebbe rimasto molto poco quel migrante, sembra pakistano, sbarcato sulle nostre coste nel 2015 senza documenti e con in tasca molteplici versioni di cognomi tanto che, come scrive il quotidiano nella sua edizione locale, oggi il 30enne Sarfraz «è di fatto rimasto solo con il nome» e con una storia di fuga dal proprio paese d’origine, o meglio, «dal suo villaggio per non aver voluto uccidere la sorella, rea di aver sposato un infedele».

L’aggressore, un profugo “accolto” per motivi umanitari

Dunque, Sarfraz in cella c’è rimasto davvero poco: convalidato l’arresto, infatti, il giudice incaricato del suo caso ha pensato bene di rimetterlo in libertà con l’obbligo giornaliero di firma in caserma. E così la ragazzina, qualche ora dopo l’aggressione subita, se l’è rivisto circolare nuovamente per le strade vicino casa: quelle dove porta a spasso il cane. Quelle dove è stata avvicinata, palpeggiata, aggredita. Per fortuna i Carabinieri della Setaf e del nucleo investigativo di Vicenza, allarmati dalla chiamata dalla madre della 14enne, sono riusciti a intervenire tempestivamente sul posto e a bloccare e identificare il profugo a piede libero, nuovamente condotto in caserma. Almeno fino alla prossima scarcerazione e alla prossima intimidazione. Non stupisce, allora, che tra le varie, e come riportato da Corriere del Veneto nelle ultime ore, “L’associazione Vicenza ai Vicentini” annunci  il «ritorno dalla prossima settimana delle “Sentinelle per la sicurezza”», e parli di «situazione di insicurezza alla quale tutti siamo esposti», e di Campo Marzo, in particolare, come della «punta di un iceberg» e di «presenza conclamata di delinquenti a spasso per le nostre strade che beneficiano di permessi umanitari e di cui non conosciamo nemmeno l’identità»…