Palermo, la Notte di Zucchero insegna a non aver paura della morte

Torna anche quest’anno a Palermo, con tantissime novità, Notte di Zucchero, l’evento che punta a mantenere in vita la tradizionale Festa dei Morti, non soltanto un’occasione per commemorare i propri cari, ma anche un modo per insegnare ai più piccoli che non si deve avere paura della morte. La manifestazione, ideata da Giusi Cataldo, quest’anno si fa in due, con tante attività tutte a ingresso gratuito in programma mercoledì e giovedì prossimi e concentrate a piazza Pretoria e nei dintorni: piazza Bellini, Palazzo delle Aquile, Palazzo Bonocore, il Monastero e la Chiesa di Santa Caterina, il Teatro Bellini. A Piazza Pretoria, la festa si colora e si anima di musica e canti, unendosi idealmente alla ricorrenza dei morti che si festeggia in Messico. L’evento conferma il format delle passate edizioni, offrendo un ricco programma ludico educativo per bambini e un cartellone teatrale e di performance per adulti. Tantissimi i laboratori in programma, con attività legate alla tradizione, che celebrano la creatività a 360 gradi. I bimbi, ad esempio, potranno divertirsi a fare pupi di zucchero, ascoltare canti popolari, cori di musica classica o favole, assistere al teatrino dei pupi oppure scoprire come si realizza un cartoon o anche essere truccati come dei pupetti di zucchero. Spazio anche alle danze popolari, a giocolieri e acrobati e alle danze storiche del Gattopardo con abiti d’epoca e 60 ballerini. Nella piazza e nei saloni dei palazzi adiacenti verranno proposte performance e tanti monologhi d’autore, tutti secondo il filo conduttore della memoria, recitati da altrettanti attori. Anche all’interno del monastero di Santa Caterina, dietro le grate del ‘Parlatorio’, si potrà assistere a dei brevi monologhi. “La notte di zucchero era prima una iniziativa che si svolgeva in città, adesso è diventata una iniziativa della città – ha detto il sindaco Leoluca Orlando -. Una iniziativa volta a ricordare, nella ricorrenza della celebrazione dei defunti, non soltanto il valore culturale, storico e artistico ma anche quello legato alle attività economiche e commerciali. Una festa che simboleggia e rafforza il tramite tra le generazioni, la dimensione della famiglia e costituisce, al di là della morte e grazie alla morte, un legame tra chi non c’è più e chi c’è ancora. Palermo accoglie Halloween ma non dimentica la festa dei morti”.