Nove mesi dopo la tragedia di Rigopiano sit in dei familiari: vogliamo chiarezza

Nove mesi fa, il 18 gennaio, la tragedia nel resort di Farindola (Pe) dove morirono 29 persone. Oggi alcuni dei familiari delle vittime hanno tenuto una manifestazione davanti al Palazzo di Giustizia nella zona di Pescara Portanuova. L’iniziativa è stata organizzata per chiedere risposte e soprattutto giustizia per quanto accaduto. Molti dei familiari delle vittime hanno indossato magliette bianche con le scritte “29 angeli” e “Hotel Rigopiano”. Esposti anche alcuni striscioni.

Secondo Gianluca Tanda, del “Comitato vittime di Rigopiano ” sarà impossibile fare pace con le istituzioni, perché sappiamo tutti che non è stata colpa della natura, ma di un errore umano, a partire dalla  centralinista che ha risposto alle prime richieste di aiuto per arrivare a chi governa questa regione e questo Paese”. Intanto nel pomeriggio si è svolto a Palazzo di Giustizia un incontro tra i legali delle famiglie delle vittime, il procuratore della Repubblica di Pescara Massimiliano Serpi e il sostituto Andrea Papalia per fare il punto sull’andamento delle indagini.

Chiede chiarezza Gianluca Tanda, a partire dall’inchiesta che finora ha visto diverse persone finite nel registro degli indagati (“Esiste la presunzione di innocenza, però vederli ancora lì al loro posto dopo che si sono dimostrati per noi incapaci è difficile”), sia per quanto riguarda i tempi e le modalità della bonifica del sito. Anche su questo c’è silenzio. “Da tempo chiediamo informazioni su questo. Vogliamo assistervi e vogliamo sapere quali mezzi saranno impiegati: potrebbero essere trovati oggetti personali dei nostri cari ma anche delle nuove prove”.