Libano, i nostri soldati costruiscono strade. Perché non lo fanno qui?

Grandi opere, ma solo all’estero. E rigorosamente a spese dei cittadini italiani. Una strada asfaltata per migliorare la viabilità nella municipalità di Tibnin è quanto realizzato dal Contingente Italiano in Libano impiegato nella missione Unifil con un progetto del Cimic (Civil and Military Cooperation) e inaugurato domenica. Insieme alle Autorità locali, il Generale Francesco Olla, comandante della Joint Task Force – Lebanon, ha infatti inaugurato il tratto stradale che migliorerà il collegamento con le municipalità limitrofe e, nel contempo, garantirà ottimali condizioni di sicurezza stradale. Benissimo, ma alla sicurezza stradale italiana chi ci pensa? Le nostre arterie sono obsolete, piene di buche, necessarie di una pur minima manutenzione, ma il governo spreca milioni per fare strade fuori dall’Italia in una missione, l’Unifil, che non ha più senso e che costa solo molte risorse. Ma c’è dell’altro: la progettazione e la realizzazione della strada inaugurata, lunga quasi un chilometro, è stata conclusa in nove giorni. In Italia ci vogliono mesi, se non anni, per costruire o semplicemente manutenere una strada o un viadotto, quando non crolla. E’ scandaloso che i soldi degli italiani siano utilizzati per migliorare il tenore di vita di popoli che non siano gli stessi italiani, e che si buttino ancora soldi in missioni che oramai hanno fatto il loro tempo. Un tempo le forze armate servivano per difendere i confini nazionali, non per raccattare clandestini o fare gli stradini all’estero.