Non è una figlia di… Verdini questa legge elettorale: «È solo mia nipote»

Figlia di… Verdini. O, forse, nipote. Comunque, roba sua. Denis Verdini rivendica l’apporto della sua Ala protettiva sul governo. E lo fa in aula al Senato dove il suo peso politico è apparso di tutta evidenza consentendo a Renzi e alla sfilacciata maggioranza che sostiene Gentiloni di approvare il Rosatellum. “Questa non è la migliore legge elettorale perché leggi perfette non esistono, ma è la migliore possibile in questo momento storico e in questo Parlamento. Dicono che sia figlia mia, e non mi dispiace. Diciamo semmai che è mia nipote” ha spiegato sornione Verdini. Dopodichè nell’aula di palazzo Madama ha, con orgoglio assunto la paternità di quel voto e di tutti gli altri a sostegno del governo. Elencando l’apporto di Ala al varo definitivo di provvedimenti importanti. E s’è pure tolto, Verdini, qualche sassolino dalla scarpa in sede di dichiarazioni di voto finale, ovviamente favorevole, sul ‘Rosatellum‘: “In quest’aula, quando si è trattato di contare i nostri voti, si è rinnegata perfino l’aritmetica ma questo consente di rivendicare a me stesso e al mio gruppo, con orgoglio, tutto quello che abbiamo fatto, a partire dal ruolo di supplenza politica che abbiamo svolto, tutelando la stabilità e l’interesse del Paese, ogni volta che un provvedimento ci è sembrato andare nella direzione giusta, ignorando gli stupidi strali che ci venivano quotidianamente rivolti”. “Noi siamo quelli -ha sottolineato- che hanno consentito al Paese di fare uno scatto in avanti sul fronte dei diritti, rendendo possibili le unioni civili – e avremmo votato anche la step child adoption. Così come voteremo il testamento biologico, quando e se arriverà in aula”. Un sì annunciato, a titolo personale, anche sullo ius soli. Insomma, tutto il Verdini pensiero in poche battute. Un vademecum per il futuro. Da tenere ben presente quando saremo chiamati a votare. Magari per liberarci una volta per tutte di siffatti personaggi.