Muhammad Ali era sessodipendente: parola della sua seconda moglie

«Muhammad Ali aveva un lato oscuro, malvagio. Dipendeva dal sesso»: in queste giornate zeppe del caso Weinstein e delle notizie sui suoi reiterati misfatti sessuali, esce una nuova biografia sul più grande pugile di tutti i tempi che getta più di un’ombra sul privato di Cassius Clay.  Yvette Caslin ne scrive per “Rolling Out” e Dagospia rilancia la notizia con la dovuta evidenza. Scritta da Jonathan Eig e intitolata ‘Ali: A Life’, in questa nuova biografia di Alì si racconta che ‘il più grande di tutti i tempi’ ebbe numerose relazioni e scappatelle da una notte e via, spesso organizzate negli hotel proprio dalla moglie Khalilah. Khalilah Ali, nata Belinda Boyd, sposò Muhammad Ali nel 1967, diventando la seconda di quattro mogli. Il campione del mondo dei massimi era insaziabile in materia di sesso. Aveva un appetito vorace e non faceva certo discriminazioni: bianche, nere, anziane, attrici, cameriere. Donne, tante donne, comunque donne. Una biografia che contiene alcuni di questi fatti. Fatti capaci di spiegare il carattere “focoso” del pugile.  “Nelle Filippine,- è uno dei più gustosi retroscena raccontati –  dove si preparava per l’epico incontro con Joe Frazier, il pugile si complimentò con il Presidente per la bella moglie, e il Presidente ricambiò i complimenti. Il problema era che quella che stava con Ali non era sua moglie, ma la diciannovenne Veronica Porche“. Gli incontri tra Alì e Frazier furono tre e hanno fatto epoca.