Michelle Hunziker: «Così la setta mi allontanò da mia figlia e da Eros»

Per cinque anni è stata «prigioniera di una setta», che approfittò di un suo dolore e la allontanò da tutti «gli affetti». Protagonista di questa vicenda, che accomuna migliaia di persone, è Michelle Hunziker, che ha deciso di affidare la sua storia a un libro, Una vita apparentemente perfetta, per mettere in guardia dai finti maestri, perché «se è capitato a me non deve per forza capitare a tutti».

Una storia mai raccontata prima

Il libro uscirà il 31 ottobre, ma la popolare presentatrice ne ha anticipato il contenuto in una lunga intervista al Corriere della Sera. «È un’epoca infestata di life coach: solo a sentire la parola mi viene da schiaffeggiarli, il maestro di te stesso sei solo tu», si è sfogata la Hunziker, confessando che prima di deciderne di aprirsi al pubblico aveva raccontato la sua storia solo al marito Tomaso. I fatti si riferiscono a quando Michelle aveva 23 anni: «Ero la compagna di Eros, la mamma di Aurora (che aveva 3 anni, ndr): ero felice». Eppure qualcosa non andava e questo malessere si manifestava con una importante perdita di capelli. «Al mattino, quando aprivo gli occhi, controllavo lo stato del cuscino per scoprire che era diventato biondo». Fu allora che conobbe Clelia, una donna dall’aspetto etereo e rassicurante, «sempre profumata, con un sorriso pazzesco e un velo di abbronzatura», che la “curò” con la pranoterapia: dopo un paio di sedute, «cominciarono a spuntarmi teneri e biondissimi capelli nuovi… mi sentivo miracolata».

Michelle Hunziker racconta il suo isolamento

In realtà, Clelia capì cos’era che tormentava la Hunziker: la perdita del rapporto con il padre, che lei allontanò quando aveva 15 anni perché era alcolizzato. E che rappresentò un dolore anche nel giorno del matrimonio, perché «era lì, non stava bene, era seduto in ultima fila e nessuno lo considerava. Al ricevimento era stato messo in un’altra stanza, lontano da me. Da una parte ero piena di rabbia, ma dall’altra lo avrei voluto vicino». Clelia riuscì a riavvicinarli, ma da lì in poi iniziò ad allontanare Michelle da «tutti gli affetti». Diceva che bisognava allontanare tutte le persone che emanavano «energia negativa», che poi erano tutte quelle che le stavano intorno. «La setta filtrava le chiamate: mia mamma veniva sempre respinta», ha raccontato Michelle, rivelando che la setta la teneva lontana anche dalla figlia e da Ramazzotti, soprattutto durante le ricorrenze come il Natale, in modo che lei si sentisse sempre più sola e dipendente. Nel 2006, finalmente, la fine di un incubo, con una sola richiesta ai suoi cari: «Non fatemi il processo»