Maxi blitz a Trento, sgominata banda di nordafricani: il traffico di droga era nelle loro mani

Un ingente spiegamento di forze dell’ordine, un lavoro coordinato tra diverse squadre mobili, un maxi blitz che ha sgominato una pericolosa – e nutrita – banda di immigrati nordafricani che gestivano un imponente traffico di droga, controllando spaccio e consumi su vasta scala: fino a ieri. Oggi, infatti, la Polizia di Trento ha arrestato 14 persone e eseguito 15 perquisizioni nei confronti di una organizzazione criminale composta da marocchini e tunisini dedita al traffico di sostanze stupefacenti. Le indagini dei poliziotti della squadra mobile, della Sezione di P.G. della Polizia di Stato presso il Tribunale di Trento, della squadra mobile di Bergamo, Milano, il Reparto Prevenzione Crimine della Lombardia ed i cinofili della Polizia di Stato di Padova, hanno portato alla luce un vasto traffico di droga tra Trento, Milano e Bergamo gestito da marocchini e tunisini residenti in Italia.

Droga, sgominata banda di nordafricani

L’organizzazione criminale che era riuscita a inserirsi stabilmente nel tessuto sociale trentino aveva creato una struttura piramidale il cui vertice era retto da esponenti criminali marocchini che utilizzavano per lo spaccio in piazza manovalanza tunisina e algerina. Allo stato sono state arrestate 17 persone, (3 avvenuti tra dicembre 2016 e maggio 2017); 15 perquisizioni personali e domiciliari, per un totale di 22 persone, coinvolte a vario titolo. Sono tuttora ricercate 5 persone. Sono stati sequestrati circa 19 kg di sostanze stupefacenti (18 kg di hashish e 270 gr. di cocaina); accertati circa 1.000 episodi di spaccio. Dalle analisi dei laboratori è emerso che la merce sequestrata poteva essere utilizzata per confezionare circa 85.000 dosi di hashish e circa 1100 dosi di cocaina per un valore sul mercato di circa 900.000 euro. 

Banda di nordafricani e traffico di droga: le indagini

L’indagine partita alla fine del 2016, aveva condotto gli investigatori, dopo alcuni sequestri di sostanza stupefacente a comprendere come sulla piazza di Trento gli spacciatori avevano costituito una capillare organizzazione criminale, composta da connazionali, già inseriti in un contesto lavorativo e conoscitori della realtà trentina. I trafficanti per destare meno attenzione avevano coinvolto, nella gestione del mercato della droga, i propri familiari e in alcuni casi anche le mogli. Per tale motivo con l’aiuto anche delle donne rifornivano della droga gli spacciatori incontrandoli sia negli esercizi pubblici che nelle piazze cittadine, convinti che questa astuzia potesse metterli al riparo dai controlli della Polizia. Questo stratagemma non è stato, però, sufficiente ad ingannare gli investigatori che hanno pazientemente ricostruito la rete di contatti individuando fornitori, spacciatori ed acquirenti gravitanti sulla piazza di Trento, riuscendo a smantellare questa vasta organizzazione criminale che in poco tempo aveva fortemente inciso nelle dinamiche di spaccio delle sostanze stupefacenti nella città di Trento.