Madrid non fa sconti: “Inammissibile la dichiarazione di indipendenza”

Immediata quanto secca la reazione di Madrid alla sceneggiata alla Generalitat catalana. Il governo spagnolo ritiene “inammissibile” che il presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont, abbia dichiarato l’indipendenza in forma “implicita” e l’abbia poi sospesa. E’ quanto riferiscono fonti dell’esecutivo spagnolo citate da El Mundo. Le stesse fonti affermano che non si può dare nessuna validità alla legge sul referendum sospesa dalla Corte costituzionale, né presentare “come valido il supposto conteggio di un referendum fraudolento e illegale”. Inoltre “non si può dar per scontato che i catalani vogliano l’indipendenza”. Intanto ci sono cattive notizie per Barcellona: Planeta, il principale gruppo editoriale della Spagna finora basato a Barcellona, ha deciso di trasferire la sua sede sociale in una regione spagnola fuori dalla Catalogna. “Domani ce ne andiamo. L’incertezza è ora ancora più grande”, hanno detto alcune fonti dopo il discorso del presidente della Generalitat catalana. Dall’estero, arriva la reazione americana. Gli Stati Uniti sostengono una “Spagna unita”. E’ quanto ha affermato la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, quando le è stato chiesto un commento sulla dichiarazione d’indipendenza della Catalogna, sospesa per favorire il dialogo. “La nostra posizione non è cambiata”, ha detto la Sanders, spiegando che è la stessa a favore della “Spagna unita” che il presidente americano Donald Trump ha manifestato al capo del governo spagnolo Mariano Rajoy durante la sua visita alla Casa Bianca.

Puigdemont tra due fuochi: “traditore”, “golpista”

Le stesse opposizioni catalane parlano apertamente di colpo di Stato. “Questa è la cronaca di un golpe annunciato”. Lo ha detto Ines Arrimadas, leader dell’opposizione catalana, intervenendo in aula dopo il presidente della GeneralitatPuigdemont. “Nessuno ha riconosciuto il risultato del referendum. Nessuno in Europa ha riconosciuto questi risultati”, ha affermato. Il sindaco di Barcellona invece lo ringrazia: “Grazie” a Carles Puigdemont per essersi “concentrato chiaramente sul dialogo e la mediazione. Ora Mariano Rajoy e le altre forze politiche si devono muovere”. A scriverlo su Twitter è il sindaco Ada Coalu, che in questi giorni ha rivolto diversi appelli al dialogo fra Spagna e Catalogna. Ma i guai per Puigdemont non arrivano solo dal governo centrale: delusione anche fra i secessionisti catalani del Cup. I dieci deputati del partito della sinistra antisistema che sostengono il governo di Puigdemont non hanno applaudito il discorso del presidente della Generalitat, che ha proclamato l’indipendenza ma l’ha sospesa per poter aprire un dialogo con Madrid. “La proclamazione non è andata come volevamo -ha detto in aula Anna Gabriel, deputata del Cup – oggi bisognava proclamare la repubblica catalana”. Intanto, scrive El Mundo, l’organizzazione giovanile Arran, legata al Cup, parla di “tradimento inammissibile” da parte di Puigdemont. Lo stesso sentimento di delusione si è registrato fra la folla degli attivisti per l’indipendenza che si erano radunati davanti ai maxischermi sistemati davanti al parlamento per sentire il discorso di Puigdemont. Agli applausi e gli abbracci nel momento in cui è stata proclamata l’indipendenza sono subito seguiti fischi quando il presidente della Generalitat ne ha annunciato la sospensione.