L’ultima beffa del Rosatellum: la prima firma è del grillino Toninelli

Si legge Rosatellum bis, ma c’è scritto «di iniziativa di Danilo Toninelli». Sembrerebbe quasi uno scherzo del destino, se non un errore. Ma che la legge più avversata dai Cinquestelle di questa legislatura, porti in testa il nome del deputato grillino, esperto di sistemi elettorali, è un dato di realtà, messo nero su bianco.

Lo «scherzo» è figlio del Regolamento

Dietro la vicenda, come emerge dall’analisi del testo appena passato al Senato e divenuto legge, il regolamento della Camera, che prevede, come segnala uno studio di Openpolis, delle regole finalizzate a snellire il procedimento legislativo, come permesso, ad esempio, dall’articolo 77 del regolamento di Montecitorio. Una norma che dà la possibilità di assemblare a un testo di legge unificato, mettendo insieme più proposte sulla stessa materia, al fine di permettere in Commissione un esame abbinato, prescrivendo che il primo firmatario del testo unificato sia il deputato che ha la paternità della prima proposta di legge depositata, Toninelli nel nostro caso.

Toninelli è l’esperto di leggi elettorali del M5S

Il Rosatellum bis, che porta il nome del capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato, è l’unificazione di ben trenta proposte depositate a Montecitorio, durante la XVII legislatura, ma proprio in virtù del funzionamento dei testi unificati, il primo firmatario della nuova legge elettorale italiana risulta essere proprio Danilo Toninelli, nonostante il M5S abbia cercato in tutti i modi di non far passare la nuova legge elettorale.