Lo stalker offre 1500 euro, la vittima rifiuta. Ma il giudice lo “assolve”

Per mesi l’ha pedinata, inseguita in auto, si è appostato sotto casa sua. Ma per la nuova giustizia penale, quella voluta dalla riforma approvata a giugno, il reato non c’è. O meglio non c’è più, estinto da un’offerta di 1500 euro alla vittima. E non importa che lei l’abbia rifiutata: per il giudice di Torino, Rosanna La Rosa, la cifra è congrua e il gesto è sufficiente a chiudere la faccenda senza processo allo stalker. 

L’amarezza della vittima

«È una sentenza inaccettabile, assurda. Non posso credere che un uomo con il doppio dei miei anni, dopo avermi seguita per mesi, essersi appostato sotto casa, avermi terrorizzata, adesso se la cavi con 1500 euro. Ma poi, anche fossero stati 10mila, sia chiaro, non li avrei voluti ugualmente», si è sfogata la vittima, una ragazza di 24 anni, intervistata da Repubblica e indicata con il nome di fantasia di Martina. «Ho vissuto per più di due mesi con un uomo che mi seguiva, giorno e notte, anche in presenza del mio fidanzato», ha proseguito la ragazza, che una volta, mentre era in auto con il fidanzato, si è trovata bloccata davanti casa «tra il cancello ancora chiuso e l’auto di quell’uomo che mi perseguitava». «Cosa sarebbe successo se fossi stata da sola?», si è chiesta Martina, che quindi ha deciso di affidarsi alle forze dell’ordine, denunciando quell’uomo con cui non aveva mai parlato e che si era preso quella fissazione per lei dopo averla notata dal tabaccaio. 

La “giustizia riparativa” salva lo stalker

Dopo la denuncia, i carabinieri hanno fatto la loro parte: lei li ha chiamati quando ha notato l’ennesimo appostamento e loro sono arrivati in tempo per cogliere lo stalker in flagranza e arrestarlo. Una volta che la vicenda è arrivata in tribunale, però, è arrivato anche il tradimento delle istituzioni, e del legislatore in cima a tutti. È stato grazie alla riforma del processo penale firmata dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, infatti, se Daniele Simoni, 39enne di Volvera in provincia di Torino, se l’è potuta cavare come niente fosse. La riforma ha introdotto il concetto di giustizia riparativa: con una offerta economica si aggiusta tutto, pure se la vittima non è d’accordo. Il meccanismo si applica anche allo stalking, contro il quale l’allora governo di centrodestra introdusse una legge importante e fin troppo attesa. Una legge che, se andava modificata, andava resa più efficace nel senso della prevenzione, non certo alleggerita in questo modo. 

Il ministero recepisce gli allarmi solo ora

«Avevamo sollecitato in ogni modo il ministro della Giustizia Andrea Orlando, perché stralciasse il reato di stalking da quanto previsto dalla riforma di procedura penale ossia che alcuni reati potessero estinguersi con il pagamento di danaro; avevamo spiegato quanto sia inaccettabile, per una giustizia degna di questo nome, che la vittima non abbia voce in capitolo nella decisione del giudice di accogliere o meno la cifra proposta dallo stalker; e avevamo chiesto di ascoltarci, in modo che potessimo raccontare cosa vuol dire subire la tortura dello stalking e in modo che potessimo spiegare quanto devastante, per le vittime, sia sapere che può finire tutto con un pugno di soldi. Non siamo state ascoltate», ha ricordato la presidente di Telefono Rosa, Gabriella Carnieri Moscatelli. Ora che la cronaca ha dato ragione agli allarmi, invece, il ministero – e non il ministro, anche se su sua «precisa direttiva» – ha fatto finalmente sapere di essere favorevole alla modifica. Ma resta la odiosa sensazione che con la riforma Orlando a tutto si sia pensato meno che alla tutela delle vittime.