Lo proteggono ancora: Cesare Battisti torna libero. Ma non la farà franca

Doccia fredda dal Brasile. Sconcerta la scarcerazione di Cesare Battisti. Il pluriassassino è di nuovo libero. Lascia di stucco la decisione del giudice José Marcos Lunardelli del Tribunale Federale Regionale di concedere la libertà provvisoria dopo la richiesta avanzata dai legali dell’ex terrorista che avevano presentato un ricorso per ‘habeas corpus’ a favore di “un immediato rilascio di Battisti”, arrestato due giorni fa a Corrumba. Ad annunciarlo sono stati gli stessi difensori dell’ex terrorista, Igor Sant’Anna Tamasauskas e Otávio Mazieiro.

Ma ci sarebbe un piano che…

Il giudice – si legge sul sito di ‘O’Globo’ – ha imposto a Battisti di presentarsi mensilmente per dimostrare la sua effettiva presenza nel luogo in cui risiede, che non potrà lasciare senza autorizzazione della giustizia. Lo stesso quotidiano brasiliano aveva rivelato che il governo di Michel Temer avrebbe un “piano” già pronto per estradare Battisti in Italia. L’ex terrorista verrebbe rimandato nel nostro Paese con un aereo della Polizia Federale proveniente direttamente da Corumbà, la cittadina del Mato Grosso del Sud, al confine con la Bolivia, dove è stato arrestato con l’accusa di aver violato gli obblighi imposti al suo status di rifugiato. Un’azione lampo che – secondo alcune fonti – potrebbe realizzarsi già nei prossimi giorni. Ci sarebbe infatti, secondo quanto si apprende, la disponibilità da parte del Brasile di consegnare Battisti all’Italia senza la richiesta di una nuova domanda di estradizione ma utilizzando quella già presentata. Prima però devono essere risolte alcune importanti questioni legali. Tra gli ostacoli da superare – fa notare la stampa – ci sarebbe l’assenza di una dichiarazione formale da parte del governo italiano che si impegni a rispettare le regole su quella che i giuristi di Brasilia chiamano ‘detrazione penale’. In base ai trattati di estradizione, le autorità di Roma devono cioè vincolarsi ad assicurare all’imputato lo stesso regime di detenzione previsto dalle leggi brasiliane.

L’ex membro dei “Proletari armati per il comunismo”, rifugiatosi in Brasile nel 2004, era stato bloccato mercoledì scorso nella città di Corumbá, al confine tra il Brasile e la Bolivia, mentre stava tentando di fuggire in Bolivia. Non è la prima volta che viene preso mentre tenta di scappare. L’ex terrorista, diventato scrittore, è stato condannato all’ergastolo in contumacia in via definitiva per quattro omicidi, commessi negli anni di piombo. Il 25 settembre scorso l’Italia aveva chiesto al Brasile di rivedere la decisione con la quale l’allora presidente Luiz Inacio Lula da Silva, nel 2010 negò l’estradizione, accordandogli lo status di rifugiato.