Legge elettorale, il governo sa di non farcela. E mette la fiducia

Il Consiglio dei ministri ha autorizzato la fiducia sulla legge elettorale. La riunione era stata convocata dopo che il Pd aveva chiesto di blindare la legge, temendo tranelli che l’avrebbero potuta affossare nel corso dei possibili voti segreti sugli emendamenti. 

Il Colle a sostegno della legge elettorale

Sull’ipotesi della fiducia, che ha provocato una sollevazione da parte delle forze politiche contrarie al Rosatellum bis, si era espresso indirettamente anche il Quirinale. Rimandando alla responsabilità del governo per la scelta di apporre o meno il voto di fiducia, il Colle aveva fatto sapere che Sergio Mattarella «continua a considerare positivo l’impegno in Parlamento per giungere a una nuova legge elettorale, auspicando che questo avvenga con ampio consenso». Le stesse fonti, inoltre, avevano ricordato che «nel corso dell’ultimo anno il Presidente della Repubblica ha rivolto al Parlamento più volte appelli per rendere omogenee le normative elettorali per la Camera e per il Senato» e che «nel mese di luglio il Capo dello Stato aveva manifestato rammarico per il venir meno della prospettiva di approvazione di una legge elettorale largamente condivisa». Dopo il via libera del governo alla fiducia, il M5s ha confermato che scenderà in piazza, come aveva annunciato quando era stata ventilata l’ipotesi. 

I precedenti: Italicum, legge truffa e legge Acerbo

È la terza volta nella storia repubblicana che un governo ricorre alla questione di fiducia per far approvare una legge elettorale in Parlamento. I due precedenti sono stati la cosiddetta legge truffa, voluta dal leader Dc Alcide De Gasperi per garantire la governabilità e puntellare la maggioranza centrista, varata dal Parlamento nel 1953, e l’Italicum, approvato nel 2015 dalla maggioranza a sostegno del governo Renzi. Un altro precedente è poi rintracciabile durante il fascismo e a ricordarlo sono stati gli ex Pd ora esponenti di Mdp, che hanno già annunciato il voto contrario alla fiducia. «Sulla legge elettorale la fiducia è stata messa nella storia d’Italia durante il fascismo, con la legge Acerbo, durante la discussione sulla famosa legge truffa e, da ultimo, da Renzi sull’Italicum, che poi fu giudicato incostituzionale», ha ricordato Roberto Speranza.