Lanciano, vince la linea Boldrini: via i fasci littori dalla facciata del teatro

Sarà contenta Laura Boldrini e quanti come lei, in Italia e fuori dall’Italia, si vantano di considerare la chirurgia architettonica come la continuazione della politica con altri mezzi. Un vero delirio, che non manca tuttavia di incrociare sul proprio cammino zelanti esecutori del tutto sprovvisti di senso del ridicolo. E così, è accaduto che dalla facciata del teatro Fedele Fenaroli di Lanciano, importante comune della provincia di Chieti, siano stati rimossi ben tre fasci littori che evidentemente davano il voltastomaco a qualcuno o impedivano il pieno godimento degli spettacoli. Che fossero originali o meno, e quindi testimonianza di una storia che, per quanto controversa e demonizzata, è storia nazionale, è questione che ha lasciato del tutto indifferente tale Mario Pupillo, sindaco del Pd, che sprizzava dai pori più felicità di uno che ha vinto al Totocalcio. Non senza ragione dal momento che la parola fine, cioè l’asportazione degli esecrati cimeli, sia stata scritta dopo anni ed anni di polemiche, da quando cioè quei retaggi ingombranti furono rispolverati alla fine degli anni ’90 dall’ex-sindaco Nicola Fosco, di An. Non sarà l’obelisco del Foro Italico, ma è comunque una vittoria della linea Boldrini. E anche dell’Anpi, l’inossidabile associazione dei partigiani, in prima fila nel sollecitare la de-littorizzazione del Fenaroli raccogliendo, cinque mesi fa, 430 firme… su 35.175 abitanti. Quando si dice la democrazia. E chissà che non sia stato proprio il carente furore popolare a rallentare il parere positivo della competente Sovrintendenza, arrivato con molto ritardo. Nel frattempo, onde evitare disagi democratici a residenti e passanti, i fasci ornamentali erano stati pudicamente con dei drappi beige. Drappi salutati da Maria Saveria Borrelli, che della locale sezione Anpi è la presidente, come «un ulteriore e importante passo avanti sul fronte del contrasto giuridico, sociale e culturale ai fascismi». E chi se lo immaginava. Nella querelle è intervenuta anche CasaPound Italia per bacchettare il sindaco Pupillo, che ha aderito all’iniziativa «paragonabile – secondo il responsabile territoriale Marco Pasquini – per la volontà di rimuovere la storia della nostra città per finalità ideologiche alle demolizioni dei siti archeologici siriani ed iracheni da parte dell’Isis».