La Nestlé come la Lidl: per non turbare gli islamici toglie le croci dallo yogurt

Bel coraggio: yogurt greco senza simboli greci. Anche la Nestlé ha deciso di eliminare la croce cristiana dalla confezione dello yogurt raffigurante le tipiche chiese ortodosse che si trovano in Grecia, seguendo l’esempio dei supermercati Lidl, tra l’altro poi costretti a una marcia indietro per le furiose polemiche innescate da questo malcostume diffuso per motivi di mercato: non offendere i clienti islamici e non cristiani. Non si capisce perché, allora, non utilizzare direttamente le moschee, gli consiglia sarcasticament qualcuno sul web. In base alle leggi del politicamente corretto tutto va reso indistinto inoffensivo e privo di identità, rinnegando tutto, rinnegando i simboli, perché possono turbare. Guarda caso, la “delicatezza” va usata sempre verso una sola direzione. la nestlé si allinea. A togliere le croci cristiane dai simboli diffusi aveva provveduto in primis la Lidl con le chiese ortodosse dell’Isola di Santorini. Poi sempre la Lidl con le croci delle chiese di Dolceacqua, addirittura modificando la fotogafia del paesaggio. 

La guerra alla croce templare

Questa paura, questa autocensura verso i simboli, oltre ad offendere le persone cristiane o comunque legate ai riferimenti culturali o semplicemente alla coerenza architettonica di un paesaggio, sta brasentando il parossismo ed è una forma di idiozia che sta prendendo piede. «Recente è il caso di divieto sancito dal Consiglio comunale di Charnwood, villaggio inglese vicino a Nottingham, di vendere delle tazze di caffè con la croce templare “perché i cavalieri templari hanno massacrato migliaia di musulmani più di settecento anni fa durante le crociate”, leggiamo sul giornale che ha fatto un excursus sulla guerra ai simboli in chiave pro- islamica.

Lidl, Nestlé e non solo

Sappiamo – qui da noi ne ha dato notizia Pierluigi Battista sul Corriere – che sempre in Inghilterra, in alcune scuole del Sussex, è vietato fare riferimenti temporali “prima di Cristo” o “dopo Cristo”, rivoluzionando la dicitura del calendario Gregoriano che vige dal 1582. “La religione cristiana viene utilizzata per giustificare comportamenti omofobi o forme di neo-colonialismo,” si legge in un testo di alcuni studenti dell’Università inglese di Oxford che metteva al bando un’associazione studentesca cristiana. Dall’Inghilterra all Germania: “A Karlsruhe un artista aveva vinto un bando pubblico per dipingere le fermate della metro con affreschi che raffigurassero la Genesi, il primo libro della Bibbia. “Arte troppo cristiana!” l’ignobile capo d’accusa che pendeva sul malcapitato pittore”. «In Belgio, Francia, Inghilterra, le chiese vengono demolite o riconvertite. A Bruxelles alcuni fedeli hanno bloccato la riconversione della chiesa di St. Catherine, a pochi passi dalla Grand Place. Qualche ben pensante belga aveva pensato bene di riconvertire in un mercato ortofrutticolo questa chiesa del secolo XIX con uno stile unico misto gotico-romanico». L’Isis ha fatto lo stesso con a città romana di Palmira, non lo dimentichiamo. Certi americani stanno facendo lo stesso con le statue di Cristoforo Colombo e di Italo Balbo. Tra le macerie delle identità non può naqscere nullo di buono.