La banda dei nordafricani non si ferma più: insulti a capotreno e controllori

Sono ben noti alle cornache. Prima il treno da Venezia, poi il supermercato. E infine di nuovo i vagoni ferroviari. Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza, dell’ennesimo treno in balìa della baby gang di nordafricani che da giorni tiene sotto scacco la linea tra Bassano del Grappa e Castelfranco Veneto. “Non c’è più pace lungo la linea ferroviaria Bassano del Grappa-Castelfranco Veneto”, leggiamo su Vicenza Today. I passeggeri sono sconvolti, ogni giorno non sanno cosa attendersi. Questa volta i protagonisti sono una ragazzina rumena e due giovani nordafricani, tutti rigorosamente minorenni. Quando il controllore del treno, partito poco prima da Bassano, è entrato nel vagone del trio chiedendo di esibire i biglietti che ovviamente i ragazzi non avevano. Da li ne è nata un’accesa discussione in cui i giovani hanno più volte inveito, insultato, spintonato e minacciato  il controllore del treno che stava solamente facendo il proprio lavoro, tanto che in pochi minuti sono persino intervenuti un paio di agenti della Polfer (già presenti in borghese in alcune carrozze limitrofe) per cercare di calmare gli animi.

I passeggeri: “Non c’è più pace su questa linea”

Il convoglio nel frattempo, dopo aver passato la stazione di Castello di Godego, si è fermato a Castelfranco e qui è successo l’impensabile: i due ragazzi stranieri hanno utilizzato la loro complice come ‘ariete’, spingendola di forza contro gli agenti per poi scappare lontano una volta aperte le porte dello scompartimento. Una fuga che ha avuto vita corta, visto che tutti i presenti alla scena hanno riconosciuto i due come componenti della baby gang che lo scorso 30 settembre aveva tenuto in scacco lo stesso treno proveniente da Venezia e poi, nei giorni successivi, un supermercato della zona una volta sorpresi a rubare al suo interno. A farnee le spese è stata la giovane rumena che è stata poi accompagnata presso gli uffici della Polfer a Venezia dove è stata identificata e denunciata per oltraggio a pubblico ufficiale, stessa sorte che toccherà anche agli altri due balordi una volta che verrà riconosciuta la loro identità.