Killer di Marsiglia, l’«accogliente» Italia gli aveva dato il permesso di soggiorno

Ahmed Hanachi, l’uomo responsabile dell’attacco di Marsiglia, dove ha accoltellato a morte due donne prima di essere ucciso da un soldato, aveva vissuto anche in Italia, dove dal 2009 al 2017 avrebbe beneficiato di un permesso di soggiorno, scaduto a gennaio scorso e di cui avrebbe chiesto il rinnovo. È quanto riportano diversi media francesi, citando fonti vicine al dossier. Almeno fino a tre anni fa l’uomo era ad Aprilia, sposato con una donna italiana. Si arrabattava con lavoretti salutari nei campi e nei cantieri, e ha fatto in tempo ad accumulare un paio di arresti per spaccio e furto prima di sparire nel nulla. L’uomo, secondo quanto riferito dal procuratore francese anti-terrorismo François Molins, era noto per piccoli reati comuni ai servizi di polizia dal 2005, con sette identità diverse: una di queste lo identificava come Ahmed H., nato in Tunisia nel 1987.

Marsiglia, il killer rilasciato 24 ore prima dell’attacco

Il killer di Marsiglia era stato fermato il 29 settembre a Lione per furto e rilasciato poi il giorno successivo, cioè 24 ore prima dell’attacco, per mancanza di prove. Alla polizia aveva esibito un passaporto tunisino e dichiarato di vivere a Lione, di essere senzatetto, divorziato e con problemi di droga. Stando a una fonte vicina al dossier, citata sempre dai media francesi, l’uomo, che ha dichiarato di essere entrato in Francia nel 2003, nel 2005 era stato fermato e ricondotto alla frontiera dal prefetto del Var, prima di essere rimesso in libertà dopo due giorni, per mancanza di posti nel centro di identificazione ed espulsione e per un problema con il documento di identità. Il ministro dell’Interno francese, Gerard Collomb, ha chiesto all’Inspection générale de l’administration (Iga) un’indagine per accertare perché il killer sia stato rimesso in libertà alla vigilia dell’attacco; e le conclusioni dovranno essere consegnate in settimana. Secondo Le Parisien l’uomo era in Francia in situazione irregolare, ma dopo l’arresto di venerdì per furto non era stato possibile trasferirlo in un centro per due motivi: in primo luogo perché il centro di espulsione (Cra in francese) era pieno, e poi perché in prefettura era assente la persona incaricata di firmare l’obbligo di lasciare il territorio francese.  

Ad Aprilia soggiornò anche Anis Amri, il killer di Berlino

L’attentatore di Marsiglia, sposato con un’italiana, ha vissuto per un periodo a casa dei suoceri. I due poi si sono lasciati e l’uomo ha abbandonato Aprila e l’Italia. Di nuovo Aprilia torna così al centro di indagini contro il terrorismo. Già a dicembre del 2016, infatti, perquisizioni della Digos furono effettuate in alcune abitazioni nella stessa cittadina dove soggiornò Anis Amri, il tunisino autore dell’attentato avvenuto in un mercatino di Natale a Berlino.