Iraq, l’Isis continua a perdere terreno. Intanto, per l’Onu sono 5 milioni gli sfollati in fuga (VIDEO)

È dalla riconquista di Mosul e Raqqa – un tempo solide roccaforti dell’Isis, rispettivamente : in un governatorato iracheno, la prima, e in Siria, la seconda –  che si preannuncia la resa finale dei miliziani jihadisti del Califfato. Ancora oggi, primo ministro irachen Haider al-Abadi, in un discorso trasmesso dalla televisione di Stato ha celebrato i progressi delle forze della sicurezza contro i jihadisti, preconizzando che i soldati al seguito del Califfato del terrore verranno completamente sconfitti in Iraq entro la fine dell’anno.

Isis in declino, Abadi: il crollo definitivo entro la fine dell’anno

Certo va detto che il cosiddetto Califfato islamico transfrontaliero è di fatto collassato a luglio, quando le forze irachene sostenute dalla coalizione militare internazionale a guida Usa hanno ripreso, dopo nove mesi di scontri, il controllo di Mosul, che era stata proclamata la capitale de facto del gruppo in Iraq. E di sicuro in Siria il controllo dell’esercito centrale ha ristabilito equilibri e forze in campo a favore delle autorità: eppure la guerra continua a imperversare e sfollati e profughi a scappare. Non a caso, secondo una stima resa nota dalla coordinatrice umanitaria dell’Onu in Iraq, Lise Grande – a pochi giorni dalla conclusione della battaglia per la riconquista di Hawija, l’ultimo grande centro urbano che era ancora nelle mani dell’organizzazione jihadista – sarebbero circa 5 milioni e mezzo, in totale, gli iracheni che hanno dovuto abbandonare le loro case da quando, più o meno tre anni fa, ampie zone del Paese finirono sotto il controllo dell’Is. Di più: secondo i dati dell’Onu, quando Mosul finì nelle mani dell’Is, oltre mezzo milione di civili abbandonò la città. Altri 800.000 lasciarono le loro abitazioni durante i mesi dell’offensiva lanciata dalle forze governative per liberarla. Più di recente, migliaia di iracheni hanno abbandonato anche Hawija.

Iraq, dati Onu: oltre 5 milioni di sfollati in 3 anni

L’Onu, dunque, si è  detta «profondamente preoccupata» per le condizioni degli sfollati, ha dichiarato la Grande in una nota. «Centinaia di migliaia di persone, tra cui decine di migliaia di bambini molto piccoli, sono stati esposti a pericoli estremi, stress e traumi e avranno necessità di anni di assistenza specializzata e cure», ha aggiunto. All’apice della sua forza, l’Is controllava grandi aree dell’Iraq centrale e settentrionale, tra cui Mosul, la seconda città più grande del Paese. Al momento gestisce solo una striscia di territorio al confine con la Siria.