Il sottosegretario Rossi: «Infangato dalle “Iene”. Chiarirò tutto ai questori»

Non cambia linea il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi, finito del mirino delle Iene per la storiaccia del figlio assunto – fittiziamente secondo il servizio trasmesso su Italia 1 – come portaborse presso il deputato Mario Caruso, di Scelta Civica. Con ogni probabilità le parole pronunciate fino a questo momento («Mio figlio ha un regolare contratto di assistente parlamentare con un deputato della Camera. Il documento, consultabile, conferma l’assenza di un rapporto di dipendenza dal mio ufficio contrariamente a quanto riportato nel servizio delle Iene»), le ripeterà davanti ai questori della Camera, contattati di ritorno da una missione istituzionale in Australia (non è chiaro che cosa sia andato a fare dal momento che ha rimesso le deleghe). 

Le Iene: il figlio assunto come portaborse

Un’iniziativa con la quale Rossi cerca di uscire dall’angolo in cui lo ha ricacciato l’incresciosa vicenda che lo vede protagonista assieme a Caruso e alla di lui stagista la quale, stufa di lavorare gratis, ha carpito un’imbarazzante  conversazione  dall’onorevole che ha poi passato alle Iene che a loro volta hanno provveduto a sputtanare isso, essa e o’ Malamente. Cioè il sottosegretario che, stando almeno a quanto trasmesso nel servizio, avrebbe imposto a Caruso l’assunzione del proprio figlio salvo poi impiegarlo presso il proprio ufficio. È solo questo il motivo – rivela Caruso alla stagista nella conversazione captata – che gli impedisce di corrispondere la dovuta retribuzione. Sarà ora interessante sapere come farà Rossi a convincere del contrario i questori della Camera cui ha chiesto di «essere sentito nel più breve tempo possibile» al fine di «chiarire le accuse che in questi giorni mi sono state rivolte con notevole accanimento persecutorio».

Rossi ha rimesso le deleghe, ma non la poltrona

Ma è chiaro che o mente lui, quando dice che suo figlio è alle dipendenze di Caruso, o mente quest’ultimo quando afferma che il ragazzo, è sì da lui retribuito, ma in realtà lavora presso il padre. Versione, quest’ultima, avvalorata dal giovane stesso in una conversazione con la stagista, anche questa trasmessa nel servizio delle Iene. Ma Rossi non sembra avere tentennamenti e punta tutto sul faccia a faccia con il Collegio dei questori: «Ritengo questo passaggio un gesto istituzionale necessario prima di ogni altra mia iniziativa». Staremo a vedere.